Buone notizie per Galderma: la società ha chiuso il primo semestre 2026 con una crescita del fatturato del 24,6%. Questo ha permesso di rivedere le stime, portandole al rialzo per tutto l’anno. Nonostante il cambio di previsione, la società non ha escluso un possibile rallentamento della domanda nella seconda metà del 2026. Ad oggi l’azienda svizzera ha registrato un ricavo pari a 3,13 miliardi di dollari (pari a circa 2,66 miliardi di euro). Si tratta di una crescita doppia cifra sia nei mercati internazionali sia negli Stati Uniti.

Galderma, crescita del 24,6% e stime aumentate

L’amministratore delegato Flemming Ornskov aveva affermato che “Vediamo qualche segnale di rallentamento in alcuni mercati, ma continuiamo a guadagnare quote”. Il manager ha poi fatto presente che costi come quelli legati ai trasporti sono inevitabilmente aumentati, anche se questo non ha particolarmente inciso sulle sorti del gruppo. Inoltre, la società sta progressivamente diversificando la propria base produttiva: cresce la produzione localizzata negli Stati Uniti, e si valuta un possibile ampliamento della capacità produttiva in Asia. L’azienda prevede ora un incremento del fatturato netto compreso tra il 19% e il 21% per il 2026, rispetto alla precedente previsione del +17-20%.

In questa previsione erano considerati gestibili i dazi statunitensi annunciati, ma non si escludeva la possibilità di un indebolimento del sentiment degli acquirenti legato proprio allo scenario geopolitico incerto. In questo scenario di previsioni è bene sottolineare che la società ha ricevuto rimborsi per milioni di dollari relativi ai dazi statunitensi, con un effetto positivo sugli utili. Invece resta invece in attesa dell’approvazione americana Relfydess, il trattamento estetico sviluppato come alternativa al Botox. La società ha ricevuto una lettera della Food and Drug Administration (FDA) con alcune osservazioni da chiarire. Su questo, l’amministratore delegato sostiene che l’azienda conosce l’iter ma deve ancora completare alcune attività prima del via libera definitivo.

Marianna Soru