Il tribunale di Milano ha revocato l’amministrazione giudiziaria per Giorgio Armani Operation, la società industriale del gruppo Armani. La sentenza era arrivata il 3 aprile scorso, dopo le indagini su un presunto sfruttamento del lavoro. La società in particolare si occupa dei processi produttivi delle collezioni di moda e degli accessori del gruppo.

Non ci sarà più l’amministrazione giudiziaria per Giorgio Armani Operation

Giorgio Armani FW23 ph@armani
Giorgio Armani FW23 ph@armani

Le indagini, svolte dai pm Paolo Storari e Luisa Baima Bollonea, cercavano di capire se la società utilizzasse gli appalti per la produzione di opifici abusivi e il ricorso a manodopera cinese in nero e clandestina. Tuttavia la revoca arriva in via anticipata rispetto alla scadenza di 12 mesi fissata in origine. I motivi? “A seguito del virtuoso percorso compiuto dalla società nel solco delle prescrizioni impartite dal Tribunale. La società, con l’ausilio dei suoi legali e consulenti, operando in sinergia con l’amministratore giudiziario Pietro Capitini, ha saputo reagire nel modo corretto, cogliendo nella misura un’occasione di miglioramento e di rinnovamento, riscoprendo ed adottando iniziative importanti nella prospettiva di prevenire il ripetersi di fenomeni come quelli che hanno dato origine all’amministrazione giudiziaria”.

Inoltre, la maison “Ha risolto il rapporto con i fornitori ‘a rischio’ in tempi estremamente rapidi e ha messo a punto anche diverse ‘best practices’ che hanno ricevuto la condivisione e approvazione del Tribunale. La società ha dimostrato una profonda comprensione della ratio della misura, intesa, dopo un primo momento di inevitabile impatto critico, come un’occasione per dotarsi di strumenti di cabotaggio interno, volti ad evitare la reiterazione di vicende analoghe e di riscoperta di una cultura della legalità estesa a tutta la catena produttiva”.

Marianna Soru

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