Suikoden I&II HD Remaster è una raccolta imperdibile per i fan dei giochi di ruolo tradizionali a turni, e compie una di quelle operazioni nostalgia di pregio che ci piace chiamare “riportare a come lo immaginavamo”. Infatti, la collezione non si limita a trasportare i due capitoli della celebre saga, Gate Rune and Dunan Unification Wars, su Switch, PC e PlayStation con qualche texture ripulita e un po’ di upscaling qui e là. O, come di recente accaduto per i titoli Game Boy basati sul gioco di carte YuGiOh (abbiamo recensito qui la Early Days Collection, avete letto l’articolo?), a raggruppare le esperienze solo come forma di “conservazione storica” immutata, in emulazione.
Invece, ridisegna l’overworld, l’effettistica e l’illuminazione, i dettagli presenti in dungeon, città e mappe varie, trasformando l’estetica dei due Suikoden in un’istantanea che sembra provenire direttamente dalle immaginazioni dei fan di tutto il mondo. Appunto, presentandoci oggi Suikoden “riportato a come lo immaginavamo” all’epoca: più bello, più definito, più fluido e spettacolare di quanto, per i limiti tecnici ovvi delle console originali, non sia mai stato davvero.

Suikoden I&II HD Remaster Recensione, 108 personaggi in cerca di reclutamento
Se non avete mai giocato a Suikoden o addirittura non ne avete mai sentito parlare, forse ignorate che il primo capitolo della serie, pubblicato da Konami nel 1997 su PlayStation, è opera di Yoshitaka Murayama e Junko Kawano. Il gioco trae ispirazione da uno dei quattro grandi classici della letteratura cinese, attribuito a Shi Nai’an e Luo Guanzhong e il suo titolo originale, Suikoden (che significa “Storia sull’acqua”) era preceduto in patria nipponica dal termine Gensō, che si può tradurre con “fantasia” e spesso viene usato in giappone come sinonimo di fantasy.
L’opera letteraria racconta le imprese di 108 ribelli, poi noti come le 108 Stelle del Destino, e si svolge nei primi anni del XII secolo, mentre la saga videoludica Suikoden si sviluppa nel corso di quasi due secoli e ogni capitolo è ambientato in una regione diversa dello stesso mondo. Ci sono due elementi fondamentali che accomunano tutti gli episodi e li uniscono tematicamente, e ludicamente: le 108 Stelle del Destino, ossia i personaggi reclutabili che consentono di completare il gioco, e le 27 Vere Rune, potenti artefatti magici che rappresentano il fulcro narrativo della saga. Ogni runa, utilizzabile nel gioco come potere per i protagonisti, ha un effetto unico e influenza il destino del mondo e dei personaggi coinvolti. Le vicende di ogni capitolo ruotano proprio attorno a queste rune e alle conseguenze del loro sregolato sfruttamento.

La raccolta Suikoden I&II HD Remaster, protagonista di questa recensione, include le versioni rimasterizzate dei primi due capitoli della serie: il primo episodio racconta la caduta dell’Impero della Luna Scarlatta (Scarlet Moon Empire) e la nascita della Repubblica di Toran (Toran Republic). Il giocatore veste i panni di un giovane membro della Guardia Imperiale coinvolto in una vicenda di tradimenti, avidità e onore, e a seguito di alcuni eventi non troppo piacevoli dovrà radunare le 108 Stelle del Destino, individuandole mentre esplora il mondo e ne scopre i risvolti nascosti ai più. Infine, starà sempre a lui guidarle nella battaglia inevitabile che ne seguirà, per liberare la nazione dagli oppressori.
Suikoden II, pubblicato in Europa nel 2000 per PlayStation, si svolge invece tre anni dopo gli eventi del primo capitolo e sposta l’azione nelle regioni nord-occidentali della Repubblica di Toran. La trama ruota attorno all’invasione delle Città Stato da parte del crudele principe Luca Blight e i protagonisti sono due amici d’infanzia, ai quali viene affidata una metà ciascuno della leggendaria Runa dell’Inizio. Anche in questo capitolo, per costruire un esercito abbastanza forte da contrastare la tirannia, il giocatore dovrà reclutare le 108 Stelle del Destino, molte delle quali già conosciute nel primo Suikoden. Come si dice: stella del Destino una volta, stella del Destino per sempre!
Siamo felicissimi che nulla sia cambiato in questa remastered, che mantiene inalterata la storia e semplicemente la trasporta nel 2025 con una veste grafica che le rende davvero giustizia. Già, perché già all’epoca della prima pubblicazione alcuni Suikoden non furono esattamente ben recepiti dalla critica, almeno sul fronte tecnico ritenuto “arretrato”. Il che non ha impedito alla saga di essere tra le ispiratrici della tecnica 2DHD, un vero caposaldo ormai per gli sviluppatori desiderosi di ammantare con un’atmosfera retrò i loro titoli.

Una remaster più che funzionale!
Non c’è molto da dire riguardo il gameplay (invariato dal 1997 a oggi), che presenta la classica alternanza di momenti esplorativi nell’overworld, dungeon da liberare, città dove potenziarsi e conoscere nuove leve e boss fight per passare alle fasi successive. A parte, ovviamente, per l’innovazione di fornire un così vasto cast di personaggi diversi, utilizzabili in party decisamente più numerosi e caotici, in senso buono, di quelli delle controparti Final Fantasy o Dragon Quest. Più vicini idealmente ai pool di eroi presenti in Fire Emblem, semmai ma con l’impostazione tipica dei GDR a turni, un connubio che non si è ripetuto spesso nel mondo videoludico. Fatto salvo per il recente e ottimo, secondo chi vi scrive, Eyuden Chronicles, che difatti è un omaggio abbastanza diretto alla saga di Suikoden.
Non è così, ma ci piace pensare che proprio il successo di Eyuden abbia spinto Konami a dar fiducia ancora una volta alle storie e alle magnifiche ambientazioni di Suikoden. Spingendo la casa di sviluppo e produzione a proporre ben più di una semplice remaster “funzionale”, come se ne sono viste a dozzine anche recentemente. Bensì, un revamp grafico che pulisce, ridisegna, aggiunge, modifica e migliora praticamente ogni elemento dei primi due capitoli di Suikoden. Nonché i filmati introduttivi e di intermezzo e i menù, le interfacce grafiche in generale. Persino le sonorità, tutte, dai sound effect alle colonne musicali, sono state rinnovate e ci piacciono adesso più che mai.
Di seguito, un elenco preso dal sito ufficiale della remastered, con tutte le novità del pacchetto. Noterete che non si limitano alla grafica e al sonoro, ma riguardano, poco ma intervenendo in modo efficace, anche alcuni importanti aspetti tecnici/ludici:

- Tutte le immagini di sfondo sono state rimasterizzate in HD
- Gli effetti aggiornati danno nuova vita alle animazioni in pixel art
- Nuovi effetti sonori ambientali per immergerti totalmente in un mondo fantastico
- Gli effetti speciali in battaglia, ora in HD, aggiungono un nuovo livello di realismo
- Aggiunta la funzione di salvataggio automatico
- Avanzamento rapido in battaglia
- Registro conversazioni
L’ultima novità dell’elenco, il registro delle conversazioni, è davvero il benvenuto in Suikoden. Una saga dove, come e più che in tante altre sue parenti coeve, c’è davvero tantissimo da leggere, e da tenere a mente. Intrighi di palazzo, tradimenti, amicizie e amori: altro che Game of Thrones!

Suikoden I&II HD Remaster Recensione, in conclusione: ben fatto!
Se amate gli RPG tradizionali e per qualsivoglia motivo vi siete persi Suikoden I&II HD Remaster, ora non avete davvero più scuse: questo pacchetto rimasterizzato su PC, PlayStation e Nintendo Switch vi darà accesso ai primi due capitoli della serie nella loro forma migliore, quella che avrebbero sempre dovuto avere. Senza modifiche all’originale, longeva e ricca trama, che vi terrà incollati agli schermi per decine e decine di ore. Ecco, questo non ve lo avevamo ancora detto, ma era implicito: non vi aspettate feature “quality of life” moderne, che del resto non c’erano nemmeno nel succitato e recente omaggio indie “Eyuden Chronicle”.
Suikoden I&II HD Remaster è ludicamente oggi come lo era allora, con tutti i suoi grinding obbligatori, i backtracking infiniti, nessuna indicazione su dove andare o cosa fare. E’ tutto analogico, e per alcuni va bene così. Per altri no, e avete tutta la nostra comprensione: ma state lontani da Suikoden, perché non fa davvero per voi.





