Martedì, la CBS News ha licenziato Scott Pelley, corrispondente di lunga data di “60 Minutes”. Durante un incontro estremamente acceso lunedì mattina con il neo direttore esecutivo del programma, Nick Bilton, e un altro dirigente della rete, Pelley ha criticato duramente Bari Weiss, che si è unita all’emittente a ottobre come caporedattrice. “Sta distruggendo 60 Minutes”, ha detto. “Non ama questo posto. È stata assunta per distruggerlo e sta facendo esattamente questo.”
In seguito, martedì Pelley ha incontrato Weiss e altri dirigenti, i quali gli hanno comunicato che il suo comportamento era inappropriato. A quel punto, secondo alcune fonti, il giornalista avrebbe rivelato ai membri dello staff del programma di aspettarsi il licenziamento.
In serata, Scott Pelley ha ricevuto una comunicazione che lo informava del suo “licenziamento per giusta causa con effetto immediato”. Nel messaggio, Bilton il criticava il comportamento di Pelley durante la riunione, affermando: “Ieri hai dirottato il mio primo incontro con il personale per denigrare me, le mie qualifiche e le mie intenzioni con notevole inciviltà e disprezzo”.
Il neo direttore esecutivo ha anche inviato un’e-mail allo staff di 60 Minutes informandoli del licenziamento di Pelley. “So quanto Scott significasse per molti di voi, e non lo dico a cuor leggero. Ho fatto diversi tentativi per parlare direttamente con lui durante il fine settimana, e questo pomeriggio ho cercato di trovare un punto d’incontro. Non era la strada che ha scelto”, ha scritto. Nel congedarsi dalla rete, Pelley ha puntato il dito anche contro quest’ultimo, affermando: “Il nuovo proprietario del nostro network sta mettendo da parte questa leggenda (60 Minutes), a quanto pare per ingraziarsi l’amministrazione Trump. È uno spreco straziante”.
Il giornalista si è anche soffermato sui recenti licenziamenti di Tanya Simon, ex produttrice esecutiva, Sharyn Alfonsi e Cecilia Vega da parte di Weiss, affermando: “’60 Minutes’ ha perso il suo DNA quando l’intera dirigenza e due delle nostre migliori corrispondenti televisive sono state crudelmente licenziate senza giusta causa. Persone valide sono state messe a tacere perché difendevano il nostro pubblico”.
“La nuova dirigenza mi ha ordinato di inserire falsità e pregiudizi in un servizio sulla politica”, ha concluso Pelley, “Sono riuscito a ignorare queste istruzioni o a rifiutarle. Il crollo dei valori ai vertici è diventato insostenibile. La leadership di “60 Minutes” non è più riconoscibile. I principi a cui tengo sono scomparsi, e quindi devo andarmene anch’io”.





