Ieri sera c’è stato un attacco esplosivo sucida a Bannu, nel nord-ovest del Pakistan. Secondo Associated Press, due persone avrebbero guidato dei veicoli imbottiti di materiale esplosivo contro i muri di un’infrastruttura militare. Nel frattempo, alcuni complici l’avrebbero attaccata utilizzando delle armi da fuoco. Nel blitz sarebbero morte almeno dodici persone, un numero ancora da verificare.
La scelta di Bannu come obiettivo del raid non è casuale: la città è il capoluogo della regione del Khyber Pakhtunkhwa e si trova a circa cinquanta chilometri dal confine con l’Afghanistan. Si tratta del terzo attacco dal principio del Ramadan (che è iniziato domenica), e a rivendicarlo è il gruppo terroristico Jaish al Fursan, vicino ai talebani pakistani. Appena due giorni fa, sempre nel Khyber Pakhtunkhwa, sei persone avevano perso la vita in un attentato in una scuola islamica.
Attacco esplosivo in Pakistan: cosa sappiamo
Muhammad Noman, portavoce del Bannu District Hospital, ha dichiarato che nell’attacco sono state uccise dodici persone e almeno trenta sono rimaste ferite, aggiungendo che erano tutti civili rimasti intrappolati sotto edifici e muri crollati.Tra le vittime ci sono almeno sette bambini, come mostra un elenco dell’ospedale. Non ci sono ancora stati commenti da parte dell’esercito in merito alle vittime. Un funzionario di polizia, che ha parlato in condizione di anonimato, ha detto all’agenzia di stampa AFP che sei aggressori sono deceduti in uno “scambio di fuoco” dopo il blitz.
Federica Checchia
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