Nello spazio di LetteralMente Donna una donna eccezionale che ha dato un enorme contributo al fumetto italiano di cui è considerata la caposcuola. Il suo nome è Grazia Nidasio e questa è la sua storia.
Grazia Nidasio, la storia del fumetto

Quando si parla di fumetto italiano non si può citare colei che ne è stata considerata la caposcuola come Grazia Nidasio. Disse di lei, il celebre fumettista Leo Ortolani, come riportato da La Repubblica, che “non sarei narratore di storie a fumetti se non avessi ancora sotto pelle, come l’inchiostro di un tatuaggio, le storie di Grazia Nidasio, l’autrice di Valentina Mela Verde. La capacità di narrare il quotidiano, la vita che ognuno di noi viveva in quegli anni 70-80, ha alzato l’asticella di qualunque sceneggiatore di fumetti. Perché è facile raccontare di viaggi interdimensionali, minacciati da Kractus, il dio della quinta dimensione, che poi va bene anche una quarta, a seconda della marca . Difficile è raccontare la vita di una famiglia normale, in un condominio normale di una città normale e lasciarti il desiderio di sapere come prosegue la storia, la settimana dopo”.
L’opera di questa celebre fumettista, che aveva studiato al Liceo artistico e all’Accademia di Brera, comincia quando è poco piu che ventenne negli anni 50′, epoca in cui iniziò la sua collaborazione con il Corriere dei piccoli. Nacquerò così personaggi come la fatina Alibella e il ladro gentiluomo Gelsomino. Questi primi fumetti erano pensati ancora con il vecchio stile delle vignette mute e delle didascalie in rima baciata ma si coglieva già la volontà di rompere con i vecchi schemi del fumetto. La svolta in questo senso arrivò con il fumetto di Violante Rock, ideato da Guglielmo Zucconi. Si tratta della storia di una ragazza yé-yé pronta a mettersi nei guai pur di avere successo. Questo fumetto con il suo tono da sit-com e i disegni fluidi e nervosi fece da apripista per il personaggio più ambizioso e riuscito di Grazia Nidasio: Valentina Mela Verde.
Valentina Mela Verde e la sorella Stefi
Con il passaggio dal Corriere dei Piccoli e al Corriere dei ragazzi si aprirono nuovi spazi per l’attualità visto che lo scopo del nuovo giornale diventa stimolare i lettori con i fumetti con per portarli alla lettura del quotidiano. Su questa scia nascono le avventure di Valentina Mela Verde, fumetto in cui le adolescenti dell’epoca riconoscevano la vita di ogni giorno con i primi amori e il conflitto genitori -figli. Negli anni 70′ questo fu un fumetto di enorme successo che durò per 6 anni non coinvolgendo solo le ragazze ma anche i ragazzi. Successivamente le avventure della famiglia Morandini e di Valentina Mela-Verde continuarono nel fumetto ideato per il Correrie dei Piccoli “Stefi” in cui la protagonista è la sorella minore di Valentina.
Ricorda Grazia Nidasio, a proposito di “Valentina Mela Verde“, per la quale l’autrice ricevette il prestigioso premio per il miglior fumetto Yellow Kid assegnato durante il Salone Internazionale dei Comics a Lucca, in un’intervista pubblicata da Arabeschi, che Valentina “era diventata un po’ uno specchio del mondo giovanile dell’epoca, in un contesto piccolo-borghese. Anche padre e madre erano una sorta di stereotipo di genitori del tempo. Le pagine dovevano comunicare una naturalezza assoluta; mentre spesso allora nelle storie si preferiva una realtà esaltata in scenari insoliti, oppure esotici, quando non del tutto fantascientifici, in Valentina non doveva esserci nessun filtro e nessuno schermo”.
Il Piccolo Mugnaio Bianco
Negli anni 80′ Grazia Nidasio venne contattata dalla Mulino Bianco per ideare un personaggio per una nuova campagna pubblicitaria dedicata ai più piccoli. Nacque così il Piccolo Mugnaio Bianco, il simpatico personaggio che immerso nel suo mulino nella valle Felice crea merendine, come Tegolini e Soldini, per l’amata Clementina. Questa serie ebbe notevole successo sia livello di stampa e che di televisione facendo del Piccolo Mugnaio Bianco uno dei personaggi più amati.
Stefano Delle Cave
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