Con 54 si’ e 46 no, il Senato ha approvato il disegno di legge sui finanziamenti governativi per sette mesi, che eviterà così lo shutdown. Il provvedimento passa ora alla firma di Donald Trump. Lo spettro di uno shutdown del governo americano è stato scongiurato. Il leader democratico al Senato Chuck Schumer, preoccupato che il partito d’opposizione apparisse responsabile delle paralisi delle attività federali, ha improvvisamente ritirato la minaccia di bloccare una legge straordinaria di bilancio, per il corrente anno fiscale, voluta dai repubblicani e da Donald Trump.
Il voto avviene in un momento in cui è in corso una guerra commerciale tra Trump e gli alleati internazionali, in cui sono in corso licenziamenti di massa di dipendenti federali da parte dell’amministrazione e in cui qualsiasi ulteriore segnale di disfunzione politica negli Stati Uniti non farebbe che aumentare l’incertezza economica .
Schumer ha annunciato la sua svolta incontrando la delegazione democratica al Senato. La mossa ha colto di sorpresa anche numerosi esponenti del suo stesso partito. Schumer ha però indicato di considerare il prezzo di uno shutdown troppo elevato, perché – ha sostenuto – Trump avrebbe avuto buon gioco nell’attaccare i democratici. Il risultato sarebbe così stato semmai rafforzare ulteriormente la mano del presidente e di Musk. «Voterò per tenere aperto il governo», ha dichiarato il leader democratico. «È una pessima legge, profondamente di parte e che non affronta ciò di cui il Paese ha bisogno – ha aggiunto -. Ma credo che permettere a Trump di ottenere ancora maggior potere attraverso uno shutdown sia un’opzione peggiore». Durante una simile paralisi, ha aggiunto, «l’amministrazione avrebbe piena autorità per chiudere intere agenzie e programmi e licenziare personale senza impegni a riassunzioni». Potrebbe finanziare «i suoi ministeri preferiti e sacrificare servizi vitali ai quali è ostile». Schumer ha accusato Trump di aver imbracciato «un lanciafiamme contro il Paese».
Il piano finanzia il governo per il resto dell’anno fiscale fino al 30 settembre, con livelli di spesa complessivi sostanzialmente congelati alle soglie del 2024. Sono previsti risparmi di 13 miliardi di dollari nella spesa discrezionale ad eccezione della difesa, che conosce un incremento di 6 miliardi. Vengono tuttavia eliminati altri 20,2 miliardi da progetti di transizione energetica e rafforzamenti dei controlli fiscali cari ai democratici. E in generale la Continuing resolution stabilisce tetti di spesa senza entrare in dettagli, lasciando margini all’esecutivo, vale a dire a Trump, per ridistribuire fondi.
In alternativa i democratici avevano inizialmente proposto, senza esito, un’estensione assai più circoscritta dei finanziamenti al governo di 30 giorni, per dar tempo di negoziare specifici stanziamenti e riaffermare un maggior controllo parlamentare sul budget.





