Almeno 31 civili sono rimasti uccisi e altri 101 feriti nei primi raid dell’operazione ordinata da Donald Trump nello Yemen contro gli Houthi. Lo ha reso noto il ministero della Sanità degli Houthi, affermando che “la maggioranza delle vittime erano donne e bambini”. Il portavoce del ministero, Anis al Asbahi, ha aggiunto, in un post su X, che si tratta di “bilancio preliminare”. “Condanniamo e denunciamo i crimini contro i civili e gli obiettivi civili che si considerano un crimine di guerra”, si legge ancora nel post.

Da parte sua, il Segretario di Stato Marco Rubio ha avvertito il suo omologo russo Serghiei Lavrov: ’I continui attacchi degli Houthi alle navi militari e commerciali statunitensi nel Mar Rosso non saranno tollerati’. Dirigenti Usa hanno riferito al New York Times che gli attacchi aerei contro l’arsenale degli Houthi, gran parte del quale è sepolto in profondità nel sottosuolo, potrebbero durare diversi giorni, intensificandosi in portata e scala a seconda della reazione dei militanti.

“L’ultima nave da guerra americana ad attraversare il Mar Rosso, quattro mesi fa, è stata attaccata dagli Houthi più di una decina di volte. Finanziati dall’Iran, i criminali Houthi – ha aggiunto – hanno lanciato missili contro gli aerei statunitensi e hanno preso di mira le nostre truppe e i nostri alleati. Questi assalti implacabili sono costati agli Stati Uniti e all’economia mondiale molti miliardi di dollari, mettendo allo stesso tempo a rischio vite innocenti”. Altri futuri “attacchi degli Houthi alle navi americane non saranno tollerati – concludeva Trump -.

Funzionari della Casa Bianca parlano apertamente della «mossa di apertura di una nuova offensiva» contro la milizia che controlla gran parte dello Yemen e che dal 7 ottobre 2023 prende di mira con missili obiettivi in Israele, ma anche le navi in transito nel Mar Rosso. Gli Stati Uniti hanno già lanciato nei mesi scorsi diverse campagne di bombardamenti sugli Houthi, ma quella avviata oggi potrebbe essere più vasta e incisiva, ed è sin d’ora secondo fonti Usa citate dal Nyt «la più significativa azione militare della nuova Amministrazione Trump». Lo stesso presidente ieri aveva annunciato con enfasi, in un’altra azione mirata, l’uccisione del leader dell’Isis in Iraq Abdallah Makki Muslih al-Rufay. Ad essere colpiti dai raid aerei e navali in Yemen sarebbero in queste ore badi di lancio di droni e missili, radar e sistemi di difese aerea. Sull’esempio di Hamas nella Striscia di Gaza, anche gli Houthi però producono e tengono grand parte dei loro arsenali di armi nelle profondità del sottosuolo, secondo l’intelligence americana.

Gli attacchi “non rimarranno senza risposta”. Lo affermano i ribelli Houthi dello Yemen a seguito dei raid americani contro la capitale Sana. Gli attacchi aerei non scoraggeranno i ribelli yemeniti, i quali risponderanno agli Stati Uniti. Lo ha scritto sui social Nasruddin Amer, vice capo dell’ufficio stampa degli Houthi, aggiungendo che “Sana’a rimarrà lo scudo e il sostegno di Gaza e non la abbandonerà, indipendentemente dalle sfide”. “Questa aggressione non passerà senza una risposta e le nostre forze armate yemenite sono pienamente pronte ad affrontare l’escalation con l’escalation”, ha affermato l’ufficio politico dei ribelli in una dichiarazione alla televisione Al-Masirah. In un’altra dichiarazione citata da Ynet, un funzionario Houthi si è rivolto direttamente a Trump e a Netanyahu, che “stanno scavando tombe per i sionisti. Iniziate a preoccuparvi per le vostre teste”.