Il regista premio Oscar Christopher Nolan, tornerà sul grande schermo nel 2026 con un progetto epico, in tutti i sensi. Alla sua tredicesima regia infatti, firmerà l’adattamento del poema omerico, l’Odissea. Le promesse sono quelle che Nolan ha dimostrato di saper mantenere nei suoi precedenti lavori, ultimo Oppenheimer del 2023, epopea biografica sul dramma morale dell’ideatore della bomba atomica, insignito di sette premi Oscar e considerato il miglior film del regista britannico, almeno per ora.
La nuova produzione firmata da Nolan, The Odyssey, basata sul poema epico di Omero è stata annunciata nel dicembre del 2024 e, con un budget di 250 milioni di dollari, si dimostra una vera e propria sfida per il regista. La Universal Pictures, casa di produzione e distribuzione con cui Nolan collabora dal 2023, anno di uscita di Oppenheimer, descrive The Odyssey come un film “epico, d’azione e mitologico“, girato in diverse zone del mondo tra cui Italia, Marocco, Grecia. Eppure, nonostante le scarse informazioni trapelate, il web si scaglia già contro le scelte della produzione che fanno storcere il naso ai fan.
Le foto dal set e le critiche ai costumi

Dopo l’annuncio ufficiale di The Odyssey, le prime indiscrezioni dal set non hanno tardato a popolare il web: alcune immagini informali, probabilmente scattate da membri della troupe o da curiosi durante le riprese in Italia, Marocco e Grecia, hanno iniziato a circolare sui social. E, come spesso accade in era digitale, non sono mancate le critiche, in particolare rivolte ai costumi di scena e alla loro scarsa attinenza con il contesto storico.
Secondo alcuni utenti di X e Reddit, le immagini mostrano costumi che si discosterebbero notevolmente dalle tuniche e dagli abiti tradizionali della Grecia antica, in quanto ripropongono dettagli considerati anacronistici. In particolare, le critiche si focalizzano sulla tendenza tipicamente hollywoodiana a realizzare film storici proponendo abiti che rispondono agli stereotipi tipicamente associati al mondo antico in cui primeggiano colori opachi e dall’effetto “antico”, che poco si adattano alle descrizioni tramandate negli anni da fonti e documenti storici in cui spesso si fa riferimento ad abiti dai colori brillanti e vivaci.
Elmi e armature: Hollywood e la poca accuratezza dei film storici in costume
Sono numerosi i colossal storico-mitologici ad essere stati bersaglio di critiche per la scarsa aderenza al vero. Tra questi, il film Il Gladiatore, in cui il protagonista Massimo Decimo Meridio indossa un’armatura da generale romano che mescola vari periodi storici e che dunque, non corrisponde alla tradizione dell’Antica Roma. Si tratta di un espediente cinematografico per esaltare la figura eroica del protagonista, poi ripreso nel sequel Il Gladiatore 2 con protagonista Paul Mescal.
Anche Troy, colossal epico del 2004 con Brad Pitt nel ruolo di Achille presenta armature che si ispirano solo vagamente all’armamentario miceneo che la narrazione originale richiama. Certo non mancano altri esempi, ma è degno di nota quello che è stato definito come il colossal epico meno accurato dal punto di vista storico. Si tratta di 300, film del 2007 in cui i guerrieri di Leonida combattono poco verosimilmente, a torso nudo, con un semplice mantello rosso e un elmo corinzio stilizzato. Cosa aspettarci dunque dalla nuova uscita hollywoodiana di Nolan?
Licenza artistica o attendibilità storica?
A guardare la brillante filmografia del regista, ci si potrebbe aspettare un approccio che vira verso il simbolismo piuttosto che sull’accuratezza storica. Come in Interstellar e Tenet, infatti, potremmo aspettarci scelte estetiche e narrative originali, che enfatizzano la psicologia dei personaggi più che la fedeltà storica. Il regista britannico, dunque, potrebbe privilegiare uno sguardo più introspettivo che storico utilizzando a proprio vantaggio la struttura del poema omerico basata su flashback e racconti nel racconto.
Sebbene Nolan cerchi sempre un certo grado di realismo nelle sue produzioni, è improbabile che The Odyssey sia un’opera storicamente rigorosa. Probabilmente saremo di fronte ad un adattamento più filosofico e visionario, incentrato sulla natura del viaggio e dell’identità, piuttosto che ad una ricostruzione filologica dell’epoca micenea. E dunque, se le aspettative del pubblico mirano ad un film storicamente accurato la delusione potrebbe essere dietro l’angolo, ma se si cerca un’esperienza cinematografica potente e innovativa non nuova nella cinematografia visionaria di Nolan, allora The Odyssey potrebbe dimostrarsi una piacevole rivelazione.
Ludovica Povia
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