Christopher Nolan fa sul serio. È il regista che dice del suo film “Non cercare di capirlo, sentilo”, e che si batte per gli effetti speciali ‘vecchio stile’. Ma la sua invenzione è altrove. Eccezionali e poco ortodosse regole, che impone nei suoi set. Durante le riprese dei film bisogna rispettare a bacchetta le integerrime misure. Il surreale nel surreale. Ben oltre le convenzioni dell’industria cinematografica.
Christopher Nolan, sul set disciplina o stravaganza?

Il regista britannico, da sempre si fa notare per la stravagante immaginazione, e la sfida alle convenzioni che mette, anima e corpo, nei suoi film. Basti pensare che ha fatto schiantare un vero Boeing 747 durante le riprese del suo thriller “Tenet” (2020). In nome della realtà, nella sua ossessione per gli effetti veri. Banditi i progressi tecnologici, e contrario ai processi di digitalizzazione, omettendo la grafica digitale nelle pellicole, punta sui classici trucchi della macchina da presa. Caratteristica non comune nei registi di fama, che è stata da spinta a Robert Downey Jr. ad accettare il suo ruolo in “Oppenheimer” (2023). Poiché, secondo le parole dell’attore rilasciate a “The Hollywood Reporter”, Christopher Nolan ha evitato i consueti processi del settore, saltando “circa 38 telefonate”, preferendo un colloquio personale, e diretto, nella sua casa di Los Angeles.
Oltre l’immaginazione, ha stilato delle vere e proprie ‘tabelle’, che somigliano quasi a delle ‘punizioni’, ‘penitenze’, da infliggere durante le riprese. Come il divieto di utilizzo dei cellulari . Occorre distaccarsi dal contesto, ed entrare in un mondo a parte, per immaginare la vita trasformata sotto la perseveranza di Nolan. Anche registi come Tarantino e Cameron sono notoriamente contrari all’uso degli smartphone sul lavoro, ma Christopher Nolan li supera, perché non possiede un telefono cellulare, nè un indirizzo e-mail. Lo ha dichiarato alla rivista “People” nel 2020: “Mi distraggo facilmente, quindi non voglio avere accesso a Internet ogni volta che sono annoiato”. Confermando questa abitudine anche in un’altra intervista a “Esquire” nel 2017: “I telefoni sono diventati una grande distrazione e le persone lavorano molto meglio senza. All’inizio causa difficoltà, ma in realtà permette loro di concentrarsi su ciò che stanno facendo”. Testimone diretto, è l’attore di “Oppenheimer“, Murphy: “Mi ha chiamato Emma, la moglie, e ha passato il telefono a Chris perché lui non ne possiede uno“.
Niente sedie, i problemi dietro causati dal set di Nolan
La mancanza di sedie sul set. È Anne Hathaway, l’attrice che ha lavorato con il regista in “The Dark Knight Rises” (2012) e “Interstellar” (2014), a rivelarlo sulle pagine di “Variety” nel 2020: “Christopher Nolan non ammette sedie, e il suo ragionamento è ‘Se sono seduti, non stanno lavorando‘ ”. Durante le scene di “The Dark Knight Rises“, Anne Hathaway indossa un costume che comprende dei tacchi alti. È stata per ore ed ore, senza la possibilità di sedersi, oltre la pausa pranzo. Una norma che ha destato curiosità e anche perplessità; fa parte di una rigida metodica ‘alla Nolan’, nell’approcciarsi al lavoro. Ma pare, che persone dell’entourage dei suoi film, sviluppino problemi cronici alla schiena e lesioni al ginocchio. Lavorando tra le 12 e le 14 ore al giorno, senza meritare di sedersi ogni tanto. Trasportando telecamere, apparecchiature pesanti d’illuminazione e audio.
L’attrice premio Oscar Hathaway, ha inoltre aggiunto: “Voglio dire, che Nolan fa questi film incredibili in termini di portata, ambizione, abilità tecnica ed emozione. Arriva sempre alla fine nei tempi previsti e nei limiti del budget. Penso che ci sia qualche valido motivo dietro al ban delle sedie.” Ne nasce comunque un problema per Christopher Nolan, tanto da innescare una controversia che il suo staff e la portavoce Kelly Bush Novak, devono mettere a tacere: chiarendo che le sedie non erano utilizzate sul set, ma che non erano vietate.
Escluse bottiglie e sigarette: chi ritratta e chi nasconde
Anche Cillian Murphy, attore diretto da Nolan in “Batman Begins”, “Il Cavaliere Oscuro”, “Inception”, “Il Cavaliere Oscuro Il Ritorno” e “Dunkirk“, parla del rigido ambiente di “Oppenheimer” (film da ben 13 nomination Oscar): “La prima volta che ho messo piede sul set di Christopher Nolan sapevo che era diverso. Ho capito dal livello di rigore, dal livello di concentrazione, dal livello di dedizione, dalla totale assenza di posti a sedere per gli attori, che ero nelle mani di un regista visionario, un maestro“. Trapela la descrizione del set di “Oppenheimer“, anche da parte di Robert Downey Jr.: “Erano concentrati a seguire un approccio spartano, quasi monastico, senza correre qua e là con i cellulari, senza aree per rivedere i giornalieri e senza le sedie con i nomi degli attori scritti sopra“.
Dopo le polemiche suscitate, in tanti corsero a ritrattare. Alla fine, correggendo e ‘accomodando’ le varie dichiarazioni, si dirà che “Chris sceglie di non usare la sua ma non ha mai bandito le altre sedie dal set”. Giornalisti come Jeff Jensen e Gregory Ellwood hanno scritto di aver visto diverse sedie sul set del “Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno” e di “Interstellar“; mentre in molti hanno sottolineato come le dichiarazioni della Hathaway sembrassero assurde alla luce delle regole sindacali più elementari. (“È possibile che Michael Caine o Morgan Freeman non potessero sedersi? Mi sembra assai strano”). Le uniche distrazioni negate sul set, rimangono così, i telefoni e le sigarette. Ma anche le bottiglie d’acqua: “I loro rumori, sono quasi come giocattoli, come maneggiare giocattoli”.
Il pallino della stretta di mano di Christopher Nolan
Le pause bagno durante le riprese. Gli attori hanno confermato che il regista disapprova questo tipo di break, spesso necessità, considerandolo un perditempo in un programma di riprese già intenso. È ancora Cillian Murphy, star di ‘Oppenheimer’, a confermare che Nolan “non simpatizza con le pause bagno”. Il suo co-protagonista Robert Downey Jr. ha precisato che stabilisce due orari fissi durante il giorno della registrazione per andare in bagno. Tra stranezze, vizi, manie, follie d’autore, resta una buona, sana, abitudine da riconoscere a Christopher Nolan: quando consegna il copione a un attore, gli chiede di mantenerne la segretezza con una stretta di mano.
Federica De Candia
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