Donald Trump vuole a tutti i costi la Groenlandia e il suo vice J.D. Vance si sta adoperando per spianargli la strada. Durante la visita ufficiale alla base militare statunitense di Pituffik, nel nord-ovest dell’isola, ha accusato la Danimarca di non star facendo abbastanza per proteggere e salvaguardare il territorio, che appartiene formalmente alla corona.

Il vicepresidente ha parlato delle mire di Cina e Russia nei confronti dello Stato: «Non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia e far finta che la Cina non sia interessata a questo territorio». Secondo lui, Copenhagen non avrebbe investito a sufficienza nella difesa militare e nelle infrastrutture per migliorare la qualità di vita dei groenlandesi, sostenendo che la popolazione sarebbe più al sicuro sotto l’ala protettrice degli Stati Uniti.

Vance “rassicura” la Groenlandia che, nel frattempo, ha formato un nuovo governo

Vance Groenlandia
Il vicepresidente J.D. Vance durante la sua visita in Groenlandia

Il vicepresidente Vance ha tuttavia chiarito che, almeno per il momento, non ci sono piani concreti e immediati di espansione militare americana sull’isola. Gli USA hanno già avviato,tuttavia, investimenti in navi e rompighiaccio, che dovrebbero essere destinati proprio alla Groenlandia.

Nel frattempo, pochi giorni fa quattro dei cinque partiti groenlandesi entrati in parlamento con le elezioni dello scorso 11 marzo si sono accordati per dare vita a un nuovo governo. Il primo partito di coalizione è quello dei Democratici, il più votato dai cittadini. Il suo leader, Jens-Frederik Nielsen, diventerà primo ministro: il suo è un gruppo centrista liberale con posizioni molto caute rispetto al principale tema di discussione dell’ultima campagna elettorale, cioè l’indipendenza del Paese. Pur facendo ufficia parte del Regno di Danimarca, l’isola può già contare ampie autonomie di governo; date le mire espansionistiche dei loro “vicini di casa”, tuttavia, si sono rese necessarie nuove discussioni a riguardo.

Federica Checchia

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