Nel primo pomeriggio di oggi, 13 aprile, nei pressi di Torino ci sono stati degli scontri particolarmente violenti tra le forze dell’ordine e i partecipanti (diverse centinaia) a un rave party nella zona industriale di La Cassa. Undici poliziotti e tre carabinieri sono rimasti feriti durante le azioni di contenimento, oltre ad alcuni ragazzi presenti alla festa.
I cinquecento e più giovani si erano radunati nella notte tra sabato e domenica, occupando l’area in modo irregolare; la polizia ha creato posti di blocco intorno alla zona, chiudendo la strada provinciale che porta ai capannoni, e ha chiesto agli organizzatori di fermare l’evento, prima che la situazione degenerasse. La tensione è esplosa quanto i partecipanti sono usciti e si sono trovati davanti poliziotti e carabinieri pronti a identificarli. I manifestanti si sono opposti ai controlli e hanno tentato di forzare il blocco intorno alle 14:00.
Il governo Meloni contro i rave party

Alcuni ragazzi hanno provato ad allontanarsi, hanno danneggiato un’autovettura della polizia e speronato un’auto dei carabinieri. Verso le 15.30 si è verificato il nuovo tentativo di ribellione al blocco. Gli agenti hanno sequestrato numerosi mixer e casse acustiche; hanno poi controllato oltre centoquarantacinque veicoli e identificato trecentocinquanta persone. Di queste, alcune saranno deferite all’autorità giudiziaria.
Di recente, il governo di Giorgia Meloni ha scelto di dichiarare guerra ai rave party attraverso la norma sui cosiddetti “raduni pericolosi”. Il decreto introduce all’articolo 5 un nuovo tipo di reato, descritto come «l’invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica». Questa formulazione ha fatto molto discutere, scatenando critiche da parte dell’opposizione, che teme l’applicazione della legge anche a manifestazioni completamente diverse, per esempio le proteste studentesche.
Federica Checchia
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