Israele aveva pianificato di colpire i siti nucleari iraniani già il mese prossimo, ma nelle ultime settimane è stato fermato da Donald Trump, che preferisce negoziare un accordo con l’Iran per limitare il suo programma nucleare: lo rivela il New York Times citando dirigenti dell’amministrazione Usa e altre persone informate sulle discussioni.
L’Iran “non è lontano” dal possedere una bomba atomica. È l’avvertimento del direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, in un’intervista al quotidiano Le Monde pubblicata oggi, poche ore prima di una visita a Teheran. “È come un puzzle: hanno i pezzi e forse un giorno potrebbero rimetterli insieme
I funzionari israeliani, secondo il Nyt, avevano recentemente elaborato piani per attaccare i siti nucleari iraniani a maggio.
Erano pronti a realizzarli e, a tratti, si sono mostrati ottimisti sul fatto che gli Stati Uniti avrebbero dato il loro consenso. L’obiettivo delle proposte era quello di ritardare di un anno o più la capacità di Teheran di sviluppare un’arma nucleare. Quasi tutti i piani avrebbero richiesto l’aiuto degli Stati Uniti non solo per difendere Israele dalla rappresaglia iraniana, ma anche per garantire il successo di un attacco israeliano, rendendo gli Stati Uniti parte integrante dell’attacco stesso. Per ora, Trump ha preferito la diplomazia all’azione militare con l’Iran.
La data è uscita ieri: il prossimo tavolo tra Iran e Stati uniti si terrà sabato 19 aprile a Roma. L’indiscrezione uscita su Axios è stata confermata ieri dal governo italiano. A suggerire la capitale italiana sarebbe stata proprio Washington, consapevole dei buoni rapporti che Teheran intesse da sempre con Roma.
Il dialogo dunque prosegue: sabato sera entrambe le parti hanno parlato di un incontro «costruttivo» e «positivo» intorno al programma nucleare iraniano. «Iran e Usa vogliono un accordo nel breve termine», aveva commentato il ministro degli esteri di Teheran, Abbas Araqchi.





