L’arrivo oggi a Roma del vicepresidente degli Stati Uniti J. D. Vance, accompagnato dalla famiglia, per una visita ufficiale che prevede l’incontro con la premier Giorgia Meloni e il segretario di Stato della Santa Sede, il cardinale Pietro Parolin, segnerà questo quadro di relazioni multilaterali complesse. Non è chiaro se Vance, cattolico convertito, incontrerà anche Papa Francesco, con il quale i rapporti non sono eccellenti.

L’incontro con Meloni potrebbe essere utile a portare avanti il discorso iniziato a Washington tra la premier e Donald Trump, insistendo sul ruolo di mediazione che può avere l’Italia nei rapporti degli Stati Uniti con Bruxelles. Meloni accoglierà il vicepresidente americano a Palazzo Chigi, a cui seguirà un pranzo informale, allargato ai vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani.

I tre giorni di Vance a Roma, oltre alla parentesi politica, saranno poi incentrati sulle celebrazioni della Pasqua. Il vicepresidente americano si è convertito al cattolicesimo nel 2019, al ritorno dall’Iraq. Dopo aver ricevuto il battesimo, raccontò di essersi unito alla “Chiesa della Resistenza” di cui è stato uno dei più influenti personaggi l’ex nunzio papale negli Stati Uniti, Carlo Maria Viganò, poi scomunicato dopo una lunga battaglia interna contro Papa Francesco, nel nome della difesa dei valori tradizionali.

Vance verrà ricevuto il 19 aprile dal Segretario di Stato della Santa Sede, Piero Parolin, e visiterà il Vaticano insieme alla moglie. Il programma prevede poi un giro al Colosseo e ai Fori Imperiali.