Il braccio destro di Donald Trump, il vicepresidente J.D. Vance, sta programmando una visita ufficiale in Italia, prevista nel weekend di Pasqua, dal 18 al 20 aprile. La notizia è stata riportata da Bloomberg e, successivamente, confermata da fonti governative. Il suo viaggio, che lo porterà a Roma, arriva in un momento di grandi incertezze, dovute anche ai dazi imposti dall’amministrazione Trump e dalla sua politica estera aggressiva, che ha inevitabilmente alterato i rapporti con i Paesi europei.
I diplomatici statunitensi e italiani stanno organizzando un incontro tra il vice e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Rispetto ai suoi colleghi, la premier è sempre stata piuttosto accomodante nei confronti del nuovo presidente; nonostante questo, però, non è ancora mai stata ricevuta in visita a Washington. Qualche giorno fa Vance ha avuto uno scambio telefonico anche con il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini, altro grande sostenitore del tycoon.
La politica “aggressiva” di J.D. Vance, tra Groenlandia e presidenziali

Lo scorso venerdì, il politico è atterrato in Groenlandia per visitare una base militare USA situata nel nord-ovest dell’isola, da mesi al centro di un acceso dibattito. Trump è infatti intenzionato ad annettere il Paese, di fatto appartentente alla Danimarca, agli Stati Uniti. Un’idea respinta con forza da Copenhagen e, al momento, non supportata dalla maggior parte dei groenlandesi.
Nel corso dell’ispezione, Vance si è lasciato andare a commenti piuttosto duri nei confronti dell’Unione Europea, accusata di comportamenti antidemocratici. Parole forti, considerato il suo ruolo all’interno dell’amministrazione. La sensazione è che, in qualche modo, il vicepresidente stia tentando di farsi notare indipendentemente dalle posizioni di Donald Trump, probabilmente in vista di una sua probabile corsa alla Casa Bianca nel 2028. Corsa che, paradossalmente, potrebbe subire una battuta d’arresto proprio a causa del suo superiore. Pochi giorni fa, infatti, Trump non ha escluso il suo ritorno per un terzo mandato, nonostante la Costituzione lo vieti.
Federica Checchia
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