«Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la morte di nostro Santo Padre Francesco. Alle ore 7:35 di questa mattina il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre. La sua vita tutta intera è stata dedicata al servizio del Signore e della Sua chiesa. Ci ha insegnato a vivere i valori del Vangelo con fedeltà, coraggio ed amore universale, in modo particolare a favore dei più poveri e emarginati. Con immensa gratitudine per il suo esempio di vero discepolo del Signore Gesù, raccomandiamo l’anima di Papa Francesco all’infinito amore misericordioso di Dio Uno e Trino». Con questo messaggio, il cardinal Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, ha annunciato la scomparsa di Papa Francesco.
Nato in Argentina il 17 dicembre 1936, Jorge Bergoglio, era il primo di cinque figli di una famiglia di origine italiana (piemontese, per la precisione). Era entrato a far parte della Compagnia di Gesù nel 1958, a ventuno anni, studiando nel frattempo chimica, filosofia e teologia. Era stato ordinato sacerdote nel 1969 e poi vescovo nel 1992.
L’elezione il 13 marzo 2013

Bergoglio era succeduto a Benedetto XVI, il primo papa nella storia della Chiesa cattolica ad aver “dato le dimissioni”, l’11 febbraio 2013. Il Conclave che aveva portato alla sua nomina era iniziato nel pomeriggio del 12 marzo; l’elezione era avvenuta la sera del giorno seguente, al quinto scrutinio. Bergoglio, primo pontefice argentino, nonché primo extraeuropeo dai tempi di Gregorio III, aveva assunto il nome di Francesco, in onore di San Francesco d’Assisi.
Affacciandosi in Piazza San Pietro, come da tradizione, poco dopo la tanto attesa fumata bianca, Bergoglio si era presentato al mondo con queste parole: «Fratelli e sorelle, buonasera! Voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo, ma siamo qui. Vi ringrazio dell’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo vescovo: grazie!».
Il pontificato di Papa Francesco
Il suo pontificato è stato caratterizzato da una forte connotazione politica e di “rottura” rispetto alla teologia dell’integrità proposta dal suo successore. Schietto e sempre pronto a esporsi in prima linea, Papa Francesco non si è mai risparmiato, compiendo numerosissimi viaggi istituzionali, con in desiderio di evangelizzare e mostrarsi vicino ai fedeli di tutto il pianeta, è passato alla storia per le numerose “strigliate” ai grandi della Terra.
Durante i suoi dodici anni come Santo Padre abbiamo assistito a parziali aperture nei confronti della comunità LGBTQ+ -spesso alternate a nuove chiusure e da dichiarazioni controverse- alla riammissione ai sacramenti i divorziati risposati e alla maggiore attenzione nei confronti di unioni civili, ai numerosi appelli per la lotta al cambiamento climatico. Nel 2023 ha promulgato le procedure per prevenire e contrastare il fenomeno degli abusi sessuali all’interno della Chiesa cattolica. Il 14 giugno 2024 Bergoglio è stato tra i protagonisti del G7 in Puglia, prima volta per un Pontefice.
Nel pieno dell’emergenza Covid, le immagini della sua preghiera solitaria in Piazza San Pietro hanno fatto il giro del mondo, diventando un simbolo di speranza per milioni di credenti. Nella stessa piazza, proprio ieri, in occasione della Pasqua, Papa Francesco ha affidato alla voce di monsignor Diego Ravelli la lettura del suo ultimo messaggio di pace (nel quale si è schierato contro la corsa al riarmo dell’ultimo periodo) e si è concesso, a bordo della papamobile, un bagno di folla tra i fedeli. Bergoglio era senza naselli per l’ossigeno e non si è risparmiato, nonostante i pareri contrari dei medici, congedandosi dal suo popolo, al quale ha dedicato la propria vita fino al suo ultimo giorno terreno.
Federica Checchia
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