Adriana Volpe nel suo passato sentimentale ha avuto storie importanti con due ex mariti, l’ultimo dei quali, Roberto Parli l’ha resa madre di Gisele.

La conduttrice sarà oggi tra gli ospiti del penultimo appuntamento settimanale con La Volta Buona, in onda a partire dalle 14 su Raiuno. A cavallo tra gli anni Novanta e Duemila, nei primi anni di carriera, la Volpe incontrava Chicco Cangini. L’imprenditore romagnolo e la presentatrice sono convolati a nozze nel 2000 ma il loro matrimonio si è arenato ben presto, giungendo al termine con il divorzio dopo quattro mesi. Cangini successivamente proseguiva la sua carriera rilevando Il Pineta di Milano Marittima nel 2012, per poi occuparsi attualmente della gestione della Darsena Del Sale a Cervia.

Adriana Volpe, chi sono gli ex mariti

Successivamente nella vita del volto tv arriva Roberto Parli: tra i due nasce un’intensa storia d’amore che porta al matrimonio nel 2008: dalla loro unione arriva Gisele tre anni dopo. La storia cambiava radicalmente quando nel 2020 la 51enne entrava nel cast del Grande Fratello Vip: al termine della sua esperienza nella casa più spiata d’Italia la Volpe si separava dal marito. Le motivazioni che avevano portato alla conclusione delle seconde nozze della conduttrice, sono risalenti proprio a quel periodo di sovraesposizione mediatica. Al rientro nella routine quotidiana, l’ex vippona aveva raccontato: “Ho vissuto nel panico, mio marito non era più l’uomo che avevo conosciuto. Mi insultava in tutti i modi possibili e immaginabili, anche in presenza della bambina o in mia assenza” .

La concorrente di Ne Vedremo Delle Belle nel 2021 avviava una denuncia nei confronti di Parli per maltrattamenti, richiedendo tre anni per violenze non fisiche ma psicologiche rivolte anche verso la figlia. I fatti risalirebbero al periodo di gennaio 2020, quando la presentatrice era impegnata nel reality, confermate da testimoni amici di entrambi raccontate durante le udienze. Dal canto suo l’avvocata Corbetta, legale di Parli affermava: “Per il reato di maltrattamenti il presupposto oggettivo è la abitualità…On questo caso si tratta di singoli episodi, di condotte reciproche di Parli che ha reagito alle ingiustizie subite dalla moglie..” A queste parole l’accusa rispondeva: “Il pubblico ministero non ha contestato pochi episodi ma una serie di violenze morali e minacce che in un periodo di due anni hanno causato nelle persone offese paura e sofferenza”.

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