Florence Pugh, in una nuova intervista con Variety, ha raccontato il viaggio emotivo di Yelena in Thunderbolts* e Avengers: Doomsday. In particolare, ha raccontato del processo che l’ha portata a lanciarsi dal secondo edificio più alto del mondo, il Merdeka, un grattacielo di 118 piani a Kuala Lumpur, in Malesia battendo un Guinness World Record. “Volevo fare quell’acrobazia perché sapevo che significava che tutti avremmo potuto farla. Sì, mi sono lanciata dal secondo edificio più alto del mondo, ma l’abbiamo fatto anche tutti noi“. “Quel giorno in Malesia è stato un traguardo per tutti noi. Abbiamo potuto dire tutti di aver lavorato a quella acrobazia, e che modo impressionante e potente di iniziare un film!“. Le è stato poi chiesto come, oltre ad un blockbuster puro, Thunderbolts* sia un film sulla depressione e su come affrontarla.
“Davvero, sono rimasta davvero colpita dal fatto che la Marvel abbia voluto realizzare questa versione del film. Hanno fatto dei film fantastici con sequenze di stunt spettacolari, ma che bello poter dire di aver fatto un film che parla di qualcosa con cui tutti noi lottiamo. Questo film aiuterà molte persone. E il messaggio di fondo è che dobbiamo esserci l’uno per l’altro. Dobbiamo aprirci. Dobbiamo connetterci. Per me sarebbe comunque un film impressionante, figuriamoci se fosse un film Marvel che migliaia di persone andrebbero a vedere“. Invece su Yelena e il suo rapporto con il personaggio: “Una delle cose che amo di lei è che cerca sempre di aiutare chi magari non è forte quanto lei, o magari ha bisogno di un po’ d’amore. Lo ha fatto con Kate Bishop in “Occhio di Falco”; lo ha fatto con Bob. Ha salvato il criceto – ha adottato Fanny Paciock. Come se fosse una persona che capisce davvero cosa si prova ad aver bisogno d’aiuto“.
Florence Pugh racconta Thunderbolts*

“Il fatto che sia stata abbandonata da piccola e che abbia avuto un rapporto così aperto e doloroso con la sorella la rende molto empatica nei confronti delle persone, e anche se in questo film sta attraversando un trauma personale, questo rimane. Vuole ancora salvare il criceto e vuole ancora aiutare Bob, ed è una cosa davvero bella da interpretare. Quindi sì, è una persona vulnerabile, ma anche molto affettuosa. E anche quando si sente giù, è affettuosa. E questo è ciò che adoro di lei” ha continuato l’attrice. Subito dopo, ha raccontato com’è nata la scena insieme a Red Guardian in cui Yelena esprime tutto il suo dolore. “Non era presente sulla sceneggiatura: ne esisteva una versione, ed era bella, ma non ci permetteva di gridare le cose importanti. E il dolore a volte fa proprio questo. Il dolore è un buco, imbarazzante e orribile in cui ti ritrovi incastrato. Sono entrambi imperfetti, e hanno bisogno di un momento per, tipo, urlarsi addosso e dirsi che si amano. Quindi, eravamo molto appassionati di questo argomento – e Jake era così entusiasta – e abbiamo semplicemente elaborato diverse versioni di ciò che volevamo dirci“.
Infine, Florence Pugh ha scherzato sul numero già impressionante di attrici e attori presenti in Avengers: Doomsday. “C’è un sacco di gente. I miei preferiti? Oddio, ci sono troppe persone per scegliere! Pedro Pascal, ovviamente, sempre e per sempre. Paul Rudd, sì, davvero divertente. Davvero, l’idea che tutte quelle persone siano nello stesso film è una follia. E per quanto riguarda Yelena, spero che ora sia felice. Spero che si senta realizzata, come se avesse uno scopo. E spero che potremo rivedere un po’ della sua luce, del suo fascino e del suo colore, perché mi piaceva molto interpretarlo prima“.
Alessandro Libianchi
Fonte: Variety
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