Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato nuove sanzioni contro il presidente di Cuba Miguel Díaz-Canel, sua moglie Lis Cuesta, e altre tre persone tra cui il figlio dell’ex presidente Raúl Castro, Alejandro Castro Espín.
Washington chiarisce di avere inserito nella propria lista nera, oltre a Díaz-Canel e a componenti della famiglia Castro, anche le forze armate cubane e i Comitati per la Difesa della Rivoluzione, la capillare rete di controllo sociale nata nei primi anni della rivoluzione e ancora oggi percepita come uno dei pilastri della sorveglianza interna. È un segnale politico preciso: gli Stati Uniti non stanno colpendo solo singole persone, ma stanno cercando di delegittimare l’architettura del potere cubano nella sua interezza.
La mossa ha anche un valore ulteriore. Colpire i Comitati per la Difesa della Rivoluzione significa evocare un simbolo storico del sistema cubano: il controllo di quartiere, la mobilitazione politica di prossimità, la fedeltà organizzata al regime. Colpire le forze armate, invece, significa toccare non soltanto l’apparato coercitivo, ma anche uno dei centri nevralgici dell’economia dell’isola. Nella Cuba contemporanea, infatti, il confine tra apparato militare e interessi economici è da tempo assai sottile.
È la prima volta che gli Stati Uniti sanzionano direttamente Díaz-Canel, presidente di Cuba
È la prima volta che gli Stati Uniti sanzionano direttamente Díaz-Canel, anche se in passato era già stato sanzionato il regime cubano nel suo complesso: l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump sta usando le sanzioni, oltre al blocco del rifornimento di petrolio e carburanti, per fare pressioni sul regime cubano e isolare l’isola.
Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni posseduti negli Stati Uniti dalle persone coinvolte, oltre che il divieto di fare transazioni economiche con banche ed enti statunitensi. È molto improbabile però che Díaz-Canel abbia beni negli Stati Uniti, e le sanzioni hanno soprattutto un valore simbolico.
Proprio a causa delle sanzioni, giovedì la banca centrale di Cuba ha annunciato che dal 6 giugno nel paese non sarà possibile fare o accettare pagamenti con carta attraverso Visa e Mastercard, i due circuiti più diffusi al mondo e di proprietà di aziende statunitensi.




