Per fronteggiare i dazi di Trump, Essilux (Luxottica) sta valutando di spostare direttamente la produzione negli Stati Uniti. Francesco Milleri, presidente e amministratore del gruppo italo-francese, durante un’assemblea a Parigi, ha prospettato questa possibilità. Chiaramente, si tratta di un’idea di cui parlare tra qualche mese (almeno tre o quattro, dice), e che sicuramente andrebbe ad influenzare l’artigianalità del Made in Italy per il quale si è sempre contraddistinta l’azienda produttrice di occhiali, lenti e montature.

Essilux valuta lo spostamento della produzione negli Stati Uniti

Milleri è stato cauto ma anche molto chiaro. “Non è cosa semplice spostare la produzione, non è semplice spostare il made in Italy o il nostro approccio artigianale. Non vogliamo muoverci troppo precocemente per poi dover tornare indietro”. Stefano Grassi, direttore finanziario, ha infatti affermato che l’azienda “non è immune ovviamente alla questione dei dazi, ma il quadro di azione è estremamente mutevole ed evolve giorno dopo giorno, difficile dare un quadro stabile”. Importante è come il gruppo stia valutando tra i diversi provvedimenti “verifiche di prezzo ‘single digit’ negli Usa”.

Sempre Milleri dice che “il mergers and acquisitions “è nel nostro Dna: abbiamo dossier su gruppi piccoli, medi e grandi sul tavolo, è il target dell’azienda. Dobbiamo aggiungere molta tecnologia al nostro portafoglio: quest’anno e il prossimo siamo sicuri che saremo pronti a chiudere alcuni buoni accordi. Stiamo guardando in tante direzioni diverse, anche per rafforzare la nostra capacità di progettare chip, un fattore che cambierà le regole del gioco a livello dei ‘wearables'”. Inoltre, ha raccontato di come l’azienda stia implementando sempre di più il rapporto con l’intelligenza artificiale, per diventare “un’azienda digitale”.

Marianna Soru

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