Un giudice di Los Angeles ha ridotto la pena di Erik e Lyle Menendez, che stanno scontando l’ergastolo per gli omicidi dei loro genitori nel 1989 in una villa di Beverly Hills, rendendoli idonei alla libertà condizionale. Diversamente dalla precedente, la nuova pena prevede anche la possibilità di ottenere la libertà vigilata: la prima udienza di fronte alla commissione che dovrà decidere se concederla è prevista per il prossimo 13 giugno.

La decisione del giudice di Los Angeles è stata pronunciata dopo mesi di ricorsi, in cui l’avvocato dei fratelli Erik e Lyle Menendez aveva cercato di ottenere una nuova sentenza e far cadere l’accusa di omicidio premeditato, cosa che avrebbe portato a un immediato rilascio: il giudice, però, non l’ha concesso.

Il procuratore distrettuale si era opposto con veemenza a una pena inferiore, dicendo che i fratelli non erano stati riabilitati. I Menendez hanno affermato di aver ucciso Kitty e Jose Menendez per legittima difesa dopo anni di abusi sessuali.

Il caso, che ha dato vita a libri e documentari, divide ancora molti americani.

Al tempo i due fratelli ammisero l’omicidio dicendo che temevano che i genitori li avrebbero uccisi per evitare che si scoprisse che José Menéndez, una persona importante nell’industria musicale, aveva abusato di Erik per anni, protetto dalla madre. Nel corso degli anni l’avvocato dei due fratelli aveva portato diverse prove e testimonianze a sostegno della tesi dei fratelli, e aveva sostenuto la tesi della difesa personale.

Durante il processo i due dissero che il padre aveva cominciato ad abusare sessualmente di Lyle quando lui aveva tra i sei e gli otto anni, e di Erik quando ne aveva sei: tra le persone che confermarono le accuse ci fu anche la cugina Diane Vander Molen, secondo cui Kitty Menéndez non aveva creduto alla loro versione o comunque aveva coperto gli abusi del marito. Le giurie non si misero d’accordo e fu ordinato un nuovo processo per entrambi, in cui tuttavia le testimonianze sui presunti abusi furono molto limitate: i due furono infine condannati per omicidio premeditato. Dal 2018 si trovano nello stesso carcere di San Diego, in California.