È salito ad almeno 100 il bilancio delle vittime nei raid israeliani a Gaza. Lo ha riferito la Protezione Civile. Gli ultimi e massicci attacchi hanno colpito soprattutto la città di Gaza e il campo profughi di Jabalia, aggravando un bilancio già catastrofico dopo 19 mesi di bombardamenti incessanti.

Dopo il massiccio attacco di due giorni fa, è stato chiuso l’ospedale Europeo di Khan Younis, l’unico centro oncologico ancora in funzione. Ad annunciarlo è stato il ministero della Sanità di Gaza. “I ripetuti attacchi all’ospedale rendono impossibile fornire cure mediche a causa del pericolo per il personale medico, i feriti e i malati”, ha dichiarato il ministero.

Martedì, l’aviazione israeliana aveva sganciato nove bombe anti-bunker sull’area dell’ospedale per distruggere un tunnel in cui si sarebbe nascosto Mohammed Sinwar, leader di Hamas nella Striscia. Dopo che l’esercito israeliano aveva distrutto l’ospedale dell’Amicizia turco-palestinese alla fine di marzo, con 60 posti letto l’Europeo era diventato l’unica struttura ancora in grado di curare i pazienti oncologici, circa 12.500 nella Striscia.

I funzionari delle Nazioni Unite hanno avvertito che “i piani israeliani “contravvengono ai principi umanitari fondamentali” e aggravano le sofferenze dei civili che già sopportano gravi carenze di cibo, acqua e cure mediche“.

Israele ha ripetutamente affermato che il blocco ha lo scopo di impedire ad Hamas di trarre profitto dall’intercettazione del flusso di aiuti che controlla, nel tentativo di indebolire ulteriormente il gruppo militante.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha giurato di intensificare l’offensiva all’inizio della settimana e di portare avanti l’escalation di forze promessa.

Netanyahu ha dichiarato che a giorni le forze israeliane entreranno a Gaza “con grande forza per completare la missione di distruggere Hamas”, si legge in una dichiarazione rilasciata dal suo ufficio martedì

Intanto il presidente statunitense Donald Trump, durante la sua visita in Qatar, ha dichiarato: “Stiamo lavorando duramente a Gaza”. “Gaza è stata un territorio di morte e distruzione”, ha detto, ma gli Stati Uniti interverranno, e la Striscia diventerà una “zona di libertà”.

Hamas dal canto suo ha subito risposto all’ennesima provocazione trumpiana. “Gaza è parte integrante del territorio palestinese – ha detto Bassem Naim, membro dell’ufficio politico dell’organizzazione -, non è un bene immobile in vendita sul libero mercato”. Naim ha aggiunto che “il requisito minimo” per i negoziati “è costringere il governo del premier israeliano Benyamin Netanyahu ad aprire i valichi e consentire l’ingresso di aiuti umanitari”. Secondo l’organizzazione, “l’amministrazione statunitense, sotto la presidenza di Trump, ha la capacità di far rispettare questo obbligo umanitario”.