Emanuele Filiberto e la moglie Clotilde Coreau si sono sposati nel 2003: dalla loro unione sono arrivate le figlie Vittoria (2003) e Luisa (2006).
Stasera il volto tv sarà ospite della seconda puntata di Sognando Ballando Con Le Stelle, in onda su Raiuno a partire dalle 21:30. I primi anni Duemila, il principe di Casa Savoia incontra l’attrice francese con una carriera decennale alle spalle e diversi riconoscimenti come il Premio Romy Schneider, al Festival Internazionale Del Cinema di Berlino. A presentarli è un amico in comune il Principe Alberto di Monaco: per Filiberto è un colpo di fulmine che lo porta ad un corteggiamento serrato, quale la Coreau capitola dopo circa un anno.
Emanuele Filiberto le parole sulla moglie Clotilde Coreau
Le nozze arrivano nel 2003, quando la coppia diventa marito e moglie con un rito tenutosi alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma il 25 settembre. Per il fatidico sì, Clotilde ha sfoggiato un abito di Valentino: alla cerimonia hanno partecipato 1300 invitati. L’artista francese non aveva il gradimento della famiglia Savoia che avrebbe preferito al fianco del principe una donna dal sangue blu a dispetto della 56enne definitasi anarchica. A pochi mesi dalle nozze arrivava la primogenita della coppia, Vittoria, seguita tre anni dopo da Luisa. La relazione procede a gonfie vele fino a quando a dieci anni dalle nozze iniziano a circolare i primi rumours su crisi della coppia.
Crisi superata dal Principe e la moglie che hanno continuato la loro storia, affrontando le distanze dettate dagli impegni professionali di entrambi che li portano in Inghilterra dove risiedono le figlie. Il gossip ritorna sui due, per via dei flirt arrivati nelle prime pagine dei giornali di cronaca rosa dei quali è stato protagonista Filiberto. Proprio dalle parole dell’ex giudice di Amici arrivano gli aggiornamenti sulla relazione con la moglie, quando in un’intervista pubblicata sulle pagine di Gente dichiarava: “Siamo separati da tre anni, forse quattro, ma siamo molto felici e tutto va molto bene...Non siamo una coppia aperta, come si usa dire oggi, è una definizione che non mi piace e la trovo brutta….Preferisco parlare di una coppia in cui c’è grande rispetto reciproco. Viviamo in due Paesi diversi facciamo lavori molto diversi; io non voglio rinchiudere mia moglie nel mio mondo così come lei non vuole rinchiudermi nel suo. Ma ci vogliamo bene e ci rispettiamo profondamente. E con le bambine siamo sempre insieme”.
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