Anna Vagli nasce nel 1989 a Forte dei Marmi, da sempre appassionata lettrice di libri noir e gialli, ha fatto della sua passione una professione diventando criminologa forense. Un lavoro che definisce “affascinante e misterioso” e sull’attrazione che ogni persona dimostra verso il male la giornalista dice: “È quasi fisiologico. Tutti ci appassioniamo di fronte ai delitti perché portano a confrontarci con quelli che sono i principali temi esistenziali: la morte, i legami sociali e la mostruosità che talvolta purtroppo vi è insita. Pensiamo a quante volte guardando un film tentiamo di coprirci gli occhi con una mano nel momento esatto in cui un crimine sta per essere compiuto. In quegli istanti, però, non ci dimentichiamo mai di lasciare i giusti spazi tra le dita per ‘goderci’ il colpo letale. Sono caratteristiche che accomunano tutti: curiosità mista a paura verso l’ignoto.”

La sua formazione accademica inizia con la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Pisa. Successivamente, Vagli approfondisce la sua preparazione nel campo della criminologia:

  • Consegue un master di primo e secondo livello in criminologia e psicologia investigativa
  • Si specializza in sopralluogo tecnico sulla scena del crimine e criminal profiling
  • Ottiene una certificazione in neuroscienze cognitive applicate
  • Consegue una certificazione come analista comportamentale ed esperta in linguaggio del corpo

Nel 2020, Anna Vagli si iscrive all’Ordine dei Giornalisti della Toscana come pubblicista, unendo così la sua passione per la scrittura alla sua expertise nel campo criminologico.

Vagli è nota per la sua capacità di analizzare in modo approfondito e obiettivo i casi di cronaca, offrendo spesso nuove prospettive e intuizioni. Il suo approccio combina competenze giuridiche, psicologiche e investigative, rendendola una professionista molto richiesta nel suo campo.

Tra i numerosi casi di cronaca nera che hanno catturato l’attenzione di Anna Vagli, uno in particolare ha segnato la sua carriera: l’omicidio di Yara Gambirasio. Vagli ha dichiarato di essere stata profondamente colpita da questo caso, vedendo in Yara una sorta di sorella minore, data la sua giovane età al momento della tragedia.