Nonostante le temperature ancora ballerine, la primavera sta per cedere il passo all’estate; il dolce tepore e l’inebriante profumo di fiori lasceranno il posto al caldo, alla salsedine e all’odore di crema solare. È dunque tempo di salutare la stagione agli sgoccioli, e non esiste modo più delicato e significativo per farlo che attraverso la lettura di alcuni haiku ad essa dedicati.
Gli haiku sono dei brevissimi componimenti poetici, nati in Giappone nel XVII secolo. Sono composti da tre versi, per un totale di diciassette more (non sillabe). Chiamati in principio hokku, devono il loro nome attuale all’autore Masaoka Shiki, che coniò il termine attraverso la forma contratta dell’espressione haikai no ku (lett. “verso di un poema a carattere scherzoso”). Si tratta, nel complesso, di poesie che raccontano la natura, cogliendo in poche parole i suoi aspetti specifici o descrivendo un momento particolare.
Haiku di primavera: fiori, acqua e riflessioni

Lago e fiume
divengono una sola cosa
nella pioggia di primavera
Yosa Buson
Vento di primavera.
Portando con me
l’anima in lotta,
in piedi sulla collina.
Takahama Kyoshi
Camminando
rimugino sulle cose –
e la primavera?
Yosa Buson
Soffia il vento:
si tengono forte
i boccioli di pruno
Uejima Onitsura
Giorno di primavera:
si perde lo sguardo in un giardino
largo tre piedi
Masaoka Shiki
Il principio e la fine, in pochi versi
Profumo di fiori di pruno:
sorge improvviso il sole
sul sentiero di montagna
Matsuo Bashō
Primavera
nella mia capanna
non c’è nulla e c’è tutto
Yamaguchi Sodō
Lago e fiume
divengono una sola cosa
nella pioggia di primavera
Yosa Buson
Sembrava un petalo caduto
tornato sul ramo:
una farfalla
Arakida Moritake
Primavera
indugia ancora
negli ultimi fior di ciliegio
Yosa Buson
Federica Checchia
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