Almeno 21 persone sarebbero rimaste uccise da colpi d’arma da fuoco sparati mentre si recavano questa mattina al centro di distribuzione degli aiuti della Gaza Humanitarian Foundation, nei pressi di Rafah. Lo rendono noto fonti del vicino ospedale gestito dalla Croce Rossa, secondo quanto riferisce Times of Israel. Secondo al Jazeera, i colpi sarebbero partiti dai mezzi delle Idf.
“Almeno 21 palestinesi sono stati uccisi e più di 100 altri, di tutte le età, sono rimasti feriti a causa di colpi sparati da veicoli israeliani verso migliaia di cittadini che si dirigevano, all’alba di sabato, verso il sito degli aiuti americani a ovest di Rafah”, nel sud della Striscia di Gaza, ha dichiarato il portavoce della Difesa civile, Mahmoud Basal. La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza è catastrofica, con un blocco durato oltre due mesi, solo parzialmente alleggerito la scorsa settimana, che ha causato gravi carenze di cibo, medicinali e altri beni di prima necessità. Israele ha recentemente intensificato le sue operazioni militari, con l’obiettivo dichiarato di prendere il controllo totale del territorio palestinese, annientare Hamas e liberare gli ultimi ostaggi rapiti durante l’attacco senza precedenti del movimento islamista palestinese il 7 ottobre 2023 in Israele, che ha dato inizio alla guerra.
La Gaza Humanitarian Foundation è una fondazione gestita dallo Stato di Israele. In mattinata, la distribuzione degli aiuti nella Striscia di Gaza era stata particolarmente caotica e, secondo diversi testimoni citati dalle agenzie di stampa internazionali, le truppe israeliane hanno sparato sulla folla nei pressi del luogo di consegna, un’area controllata dalle forze israeliane.
La fondazione, dal canto suo, ha dichiarato che gli agenti di sicurezza della ditta privata incaricata di sorvegliare le operazioni di consegna non hanno aperto il fuoco sulla folla, mentre l’esercito israeliano ha ammesso di aver sparato colpi, definendoli “di avvertimento”.





