Il nuovo presidente della Corea del Sud, Lee Jae-myung, ha ottenuto una vittoria schiacciante. L’ex leader dell’opposizione non potrà usufruire del periodo di transizione di due mesi solitamente concesso ai nuovi leader, per formare la squadra e definire la propria visione per il Paese. Invece, entrerà in carica immediatamente, per colmare il vuoto lasciato dall’impeachment dell’ex presidente Yoon Suk Yeol, che lo scorso dicembre ha tentato, senza successo, di imporre la legge marziale al Paese.

Con l’elezione di Lee Jae-myung, con quasi il 50% dei voti, i sudcoreani hanno respinto con veemenza la dittatura militare che è stata loro quasi imposta. Lee ha condotto la campagna elettorale con la promessa di rafforzare la democrazia sudcoreana e unire il Paese, dopo sei mesi divisivi e tumultuosi. Il Partito Democratico è progressista per gli standard della Corea del Sud, che ha una società piuttosto conservatrice e patriarcale. Lee fa parte dell’ala più progressista del partito, ma ha comunque posizioni da conservatore in materia di diritti delle persone LGBT+ e di diritti delle donne.

Gli obiettivi di Lee Jae-myung

Lee ha assicurato che renderà “la penisola pacifica” e “avvierà un dialogo con la Corea del Nord per costruire la pace senza combattere”, seguendo un passo di “co-prosperità” con lo Stato eremita del leader Kim Jong-un, e farà anche “in modo che non ci sia mai più un colpo di stato militare” e che fin dal primo giorno del suo insediamento “lavorerà per ripristinare l’economia”, il tema più sentito durante una delle più aspre campagne elettorali degli ultimi anni.

Sfide non di poco conto. Per Lee Jun-han, professore di scienze politiche alla Incheon National University, il risultato elettorale rappresenta più una condanna della pessima gestione di Yoon e del PPP che un sostegno pieno al Partito democratico.
“Il prossimo presidente deve capire correttamente che la scelta del popolo è stata univoca, e rifletterla nella gestione del governo e della politica,” ha detto. “Se non lo farà, il sentimento popolare potrebbe cambiare rapidamente.”

Molti elettori sperano che il nuovo presidente riesca a calmare le tensioni politiche e rilanciare l’economia, entrambe messe a dura prova dal decreto di legge marziale di dicembre, che ha portato a mesi di recessione e a proteste in tutto il Paese. In campagna elettorale Lee ha promesso un secondo bilancio supplementare per l’anno, buoni spesa per le piccole imprese, sussidi per infanzia, giovani e anziani, per rispondere al malcontento diffuso causato dalla crisi economica.

Il suo staff ha anche affermato che chiederà più tempo per negoziare i dazi commerciali con il presidente americano Donald Trump, anche se non è chiaro come verrà accolta la richiesta da Washington.