Donald Trump ha drasticamente intensificato la sua risposta agli scontri tra polizia e manifestanti a Los Angeles; misure denunciate come sproporzionate e illegali dagli oppositori del presidente americano. Dopo diversi giorni di scontri, a volte violenti, tra forze dell’ordine e manifestanti contrari alla politica repressiva sull’immigrazione irregolare, il repubblicano 78enne ha preso la decisione eccezionale di schierare 700 membri in servizio attivo del Corpo dei Marines negli Stati Uniti.

Il governatore Newsom non l’ha presa bene. «I Marines statunitensi hanno prestato servizio onorevolmente in numerose guerre per difendere la democrazia. Sono eroi. Non dovrebbero essere schierati sul suolo americano, di fronte ai propri connazionali, per realizzare la folle fantasia di un presidente dittatoriale. Questo è antiamericano», ha detto. Per poi provocare il deputato repubblicano Jim Jordan rispondendo ad un post sulle proteste a Los Angeles con bandiere messicane in cui affermava che «noi sventoliamo la bandiera americana in America». «Così?», ha replicato il governatore, pubblicando le foto con le bandiere del tricolore Usa usate dai fan di Donald Trump nel famigerato assalto a Capitol Hill.

Risale intanto nelle ultime ore la tensione a Los Angeles, dove centinaia di persone sono tornate in strada con bandiere americane e messicane per protestare contro i raid anti-illegali dell’amministrazione Trump. I manifestanti presidiano il Federal building in centro città, difeso dalla polizia per l’immigrazione (Ice) in assetto antisommossa e dai soldati della Guardia nazionale. Il grande edificio ospita uffici di numerose agenzie federali, tra cui quelle per la polizia doganale e dell’immigrazione, nonché quella per i servizi relativi all’immigrazione e alla cittadinanza Usa. Prime cariche di alleggerimento della polizia. I dimostranti hanno lanciato alcuni oggetti, mentre gli agenti hanno usato granate stordenti e sparato alcuni proiettili di gomma. La folla è arretrata, per ora senza incidenti. 

Trump per ora non ha invocato, anche se non l’ha esclusa, la legge del 1807 che consente al presidente di impiegare l’esercito per reprimere disordini interni o far rispettare le leggi federali all’interno di uno Stato quando le autorità statali non sono in grado o non vogliono farlo. The Donald ha preferito usare una legge federale simile che consente al presidente di «federalizzare» le truppe della Guardia Nazionale in tre circostanze. Ovvero invasione o pericolo di invasione; ribellione o pericolo di ribellione contro l’autorità del governo statunitense. Oppure quando il presidente non è in grado di «far eseguire le leggi degli Stati Uniti» con le forze regolari. Ma la legge stabilisce anche che gli ordini per tali scopi «devono essere emanati tramite i governatori degli Stati». L’Insurrection Act e le leggi correlate sono state utilizzate durante l’era dei diritti civili per proteggere attivisti e studenti che desegregavano le scuole.