Aklile Berhan Makonnen Hailé Selassié è uscito dal carcere, il padre delle sorelle Selassié diventate famose per aver partecipato al Grande Fratello vip nel 2021. Giulio Bissiri è il suo alias, necessario per proteggersi in quanto lui e la sua famiglia furono “perseguitati dopo il colpo di Stato del 1974”.
Nel 2021 è stato arrestato con l’accusa di truffa ai danni di due imprenditori elvetici ai quali aveva prlato di titoli bancari della famiglia Selassié. “Dopo quattro anni dal mio arresto, sono libero per buona condotta e per aver scontato 2/3 della pena come previsto dalla legge Svizzera”, ha spiegato Selassié.
Aklile Berhan Makonnen Hailé Selassié, il padre delle sorelle Selassié racconta la sua origine di principe smentendo tutti
Al settimanale Chi, per prima cosa, il padre delle sorelle Selassié chiarisce che lui è davvero un “principe”, discendente dell’imperatore di Etiopia Hailé Selassié I
“Io nasco in Etiopia dalla ex famiglia imperiale. Mio papà, il Principe Makonnen duca di Harar, era il secondogenito dell’imperatore. Nel 1974, c’è stato un colpo di Stato e molti membri della famiglia imperiale, me incluso furono perseguitati. Molti dignitari di alto grado e ministri della corte imperiale furono fucilati e, se fossi rimasto in Etiopia, mi sarebbe toccata la stessa sorte. Avendo un nonno italiano, il papà di mia madre, che è scomparsa quando avevo 4 anni, sono rientrato in Italia nel 1979. In seguito, quando è caduto il regime, ho potuto riprendere il mio nome”.
Una ricostruzione storica che ha fatto molto discutere e che è stata smentita, si è detto che suo padre non facesse parte della famiglia imperiale ma che fosse un giardiniere: “C’è stata una gogna mediatica che ha colpito la mia famiglia. Ho tutta la documentazione in ordine, sul mio passaporto c’è scritto Aklile Berhan Makonnen Haile Selassié, ed è stato rilasciato dalle autorità italiane”.
“Il mio nonno materno, Beniamino Bissiri, non è stato mai un giardiniere. Era colui che si occupava delle questioni dell’agricoltura dell’Etiopia”, suo nonno paterno, invece, era l’imperatore “Hailé Selassié I fu assassinato nel 1975. È stato soffocato con due cuscini mentre dormiva. In quel periodo vivevo tra un nascondiglio e un altro, fino a quando non mi è arrivato il passaporto autorizzato dall’Italia. E qui sono stato rimpatriato il 5 agosto 1979”.
Alla domanda, come si comporterebbe se qualcuno gli domandasse di presentare delle prove riguardo a quanto dichiarato, Selassié ha risposto così: “Dopo questa brutta esperienza giudiziaria, considero l’Italia un grande paese garantista. Se qualsiasi persona mette in dubbio la mia appartenenza alla ex famiglia imperiale sono pronto a discuterne in sede opportuna. A patto che una volta dimostrato di essere il nipote dell’imperatore, mi restituiscano i danni che ho subito in prima persone che di riflesso ha subito la mia famiglia”.
Sulla relazione della figlia Lulù con Bortuzzo dice: “Lui la trattava come una cameriera
Mentre le figlie, Jessica, Lucrezia e Clarissa, erano al Gf lui le ha seguite. “Almeno vederle in tv mi faceva sentire più vicino a loro”, ha spiegato. E ha dunque seguito la nascita e lo sviluppo dell’amore tra Lulù e Manuel Bortuzzo. La ragazza è stata condannata per stalking dopo che Manuel l’ha denunciata.
Manuel l’ha conosciuto “al telefono”. Si sono parlati qualche volta. “Mi dispiace per quello che è successo a Bortuzzo, però conosco la delicatezza di mia figlia”, ha dichiarato il padre di Lulù, “Dicevo a mia moglie: ‘Lulù è una persona molto delicata, ha bisogno di una persona che la tiene in considerazione sempre, come è giusto che sia, in un rapporto sano e passionale. Lulù non si merita una persona che la vuole schiacciare o prendersela come una cameriera, è una principessa, soprattutto nell’animo, e si merita di essere trattata come tale'”. “Voglio solo il meglio per mia figlia, come per le sue sorelle – ha continuato l’uomo – e sicuramente prima o poi troverà un amore che la metta al primo posto”.
Selassié ha poi commentato l’intervista di Bortuzzo a Verissimo, per cui Lulù ha sporto denuncia: “Ho sentito l’intervista di Bortuzzo a Verissimo e ci sono rimasto male: non si possono dire certe cose di una persona dopo quello che hanno condiviso e dopo quello che lei ha sopportato in silenzio per anni. Quando ci sono terze persone che intervengono in determinate situazioni, gli amori non funzionano mai. Quindi bisogna lasciare libere le persone di decidere delle loro vite. Chiaro, se poi non va bisogna fermarsi in tempo”.





