40 carri allegorici sfileranno per le strade della Capitale, con partenza da Piazza della Repubblica alle ore 16.00 e arrivo a Viale delle Terme di Caracalla. Si passerà da Piazza della Repubblica, Viale Luigi Einaudi, Piazza dei Cinquecento, Via Cavour, Piazza dell’Esquilino, Via Cavour, Largo Corrado Ricci, Via dei Fori Imperiali, Piazza del Colosseo, Via Celio Vibenna, Via di San Gregorio e Piazza di Porta Capena. La madrina di quest’anno è Rose Villain che sarà presente alla Grande Parata con varie hit e la sua “Fuorilegge”, portata a Sanremo, che diventerà l’inno di questa edizione del Pride. Ad aprire il corteo il carro del Coordinamento Roma Pride, interamente dedicato alla comunità trans, quella che “più resta ai margini del mondo perchè stiamo assistendo, anche in Italia – ha spiegato Diego Lombardi, direttore del Pride X – a una vera e propria cancellazione della loro esistenza, delle loro vite e in America questo si vede in modo più prepotente, ma anche nel nostro Paese”. Il carro sarà rivestito con i colori della bandiera trans e allestito con tre unicorni giganti, simboli di libertà e orgoglio, a rappresentare la forza di chi rifiuta di essere intrappolato nelle gabbie del conformismo.

“Bisogna fare chiarezza, ci sono tante fake news e tanta disinformazione. Abbiamo parlato con alcuni di questi sponsor finiti nel mirino della disinformazione e cercato delle risposte. Loro ci hanno garantito che tutte queste voci che girano sul web sono frutto di disinformazione”. Così il portavoce del Roma Pride, Marco Colamarino, rispondendo in conferenza stampa alle domande dei cronisti sulla polemica scoppiata contro l’organizzazione della parata, accusata di accettare sponsorizzazioni da aziende pro-Israele, nonostante la presa di posizione in favore del popolo palestinese assunta dagli organizzatori all’interno del proprio manifesto politico. “Noi viviamo grazie al sostegno degli sponsor e delle istituzioni – ha chiarito Colamarino – oltretutto con molte di queste aziende lavoriamo tutto l’anno e abbiamo progetti e iniziative interni a tema LGBTQI+”. Nello specifico, l’attivista parla del caso Starbucks, l’azienda al centro della polemica, che sarà sponsor anche dei pride di Milano e Napoli, oltre esserlo già stata a quello mondiale di Washington: “Mi sembra una polemica surreale”.

Rose Villain: “La mia voce per i diritti negati”

“Io sono fermamente convinta che anche se alcune lotte sembra che non ci rappresentino personalmente, in realtà in qualche modo ci riguardano perché questi sono i diritti negati alle nostre sorelle, ai nostri fratelli, o magari in futuro ai nostri figli, quindi per me è la nostra lotta, la loro lotta è la nostra lotta. Quindi sono entusiasta di essere qui oggi come madrina, usare la mia voce come megafono per chi ha meno privilegi di me”. Lo ha detto la cantante Rose Villain, madrina del Roma Pride 2025, durante la conferenza stampa della parata LGBTQI+ di domani.

“L’articolo 3 della Costituzione dice che la legge è uguale per tutti – ha continuato – ma siamo proprio sicuri che sia cosi’? Io mi sono potuta sposare, ho avuto un matrimonio normale, se un giorno avrò un figlio non avrò sicuramente tutte le difficoltà burocratiche che subiscono le coppie omogenitoriali, o anche quello che vivono le persone trans, la violenza nel vedere un’identità non corrisposta nei loro documenti. Questo è considerato fuorilegge e io sono totalmente dalla parte dei fuorilegge, a volte mi sembra che la società civile sia avanti alla legge e quindi è un bellissimo messaggio secondo me quello che se il fuorilegge è una cosa che propaga amore dobbiamo tutti esserlo”.

“Il lavoro degli artisti non è fare gli attivisti, quello è un lavoro a tempo pieno. Spesso non ci sono neanche le conoscenze piene per mettersi in prima linea”. Così Rose Villain, madrina del Roma Pride 2025, rispondendo in conferenza stampa sul ruolo degli artisti nel prendere posizione sui temi dell’inclusività. Nonostante questo, sottolinea la cantante, “è molto bello farlo e io, quando mi hanno detto del Pride, ero entusiasta di mostrarmi alleata. Lo faccio in ogni intervista, come anche spesso le mie colleghe”. Rose denuncia poi lo stato attuale delle cose: “Siamo in un momento in cui i governi, non solo quello italiano, stanno usando la cultura woke e i corpi delle persone queer per fare propaganda politica”. “E’ realmente complesso dove sta andando il mondo – continua l’artista – stanno usando le diversità per fare politica e stanno vincendo”. Per questo motivo “tutti dobbiamo fare del nostro meglio, non soltanto noi come artisti, ma tutti noi dobbiamo nel nostro piccolo, nel relazionarci con le persone, parlare d’amore e di inclusività”. In questo senso, allora, Rose conclude: “è questo il problema, non si fa abbasta e probabilmente l’educazione affettiva è la risposta, bisogna mettere l’educazione affettiva”.