È tutto vero: nel 2026 Rose Villain e Guè uniranno le forze per un joint album. Era stato il rapper ad alludere alla cosa ne Il bacio del serpente, prima canzone del nuovo album di Rose, Radio Vega. «Chi muore in questo gioco lo decidono gli dei, G.U.E. e Rose Villain joint album nel ’26», si sente nel brano, ed è la stessa cantante a confermare il tutto durante la conferenza stampa di presentazione del disco. Radio Vega uscirà venerdì e conterrà, oltre al brano in gara a Sanremo 2025, Fuorilegge, anche collaborazioni con Lazza, Fabri Fibra, Chiello e Geolier.

Quello con Guè è un sodalizio artistico di lungo corso (vedi Oh mamma mia o Come un tuono). Per i due, quindi, è stato naturale pensare di dare vita a un progetto comune. La cantautrice ha spiegato: «È la cosa migliore da fare visto che abbiamo ancora tantissime idee insieme e ogni volta che ci vediamo parliamo di un pezzo che ci piacerebbe fare, di un’idea che abbiamo. Bella power move io e lui, faremo un gran lavoro artistico, leggiamo gli stessi libri, guardiamo gli stessi film, abbiamo interessi in comune. È una bomba».

Rose Villain parla di Radio Vega e del girl pop

Rose Villain
Rose Villain a Sanremo 2025

Durante la conferenza, Rose ha parlato anche della genesi del nuovo disco: «Sono arrivata a New York che non avevo idee. Mi sono svegliata alle cinque del mattino con in testa Euridice e Orfeo. Anche se noi due (lei e il marito e produttore Andrea Ferrara, in arte Sixpm, ndr.) siamo felicissimi, mi piacciono gli amori struggenti e quello di Euridice e Orfeo lo è. Lui va negli inferi e convince gli dei suonando la lira a ridargli Euridice a patto che non si volti, ma uscendo lo fa perché non resiste alla tentazione di guardare se lei c’è. E così passa il resto dei giorni a suonare canzoni tristi. In questo caso io sono Orfeo, il musicista. Nelle mie canzoni c’è una versione moderna di questo animo blue, di questa tristezza».

Ha, inoltre, detto la sua riguardo agli standard odierni di bellezza, spesso irragiungibili, e di come questi influenzino il pop femminile. «Non conosco una sola donna», ha raccontato, «che mi abbia detto “amo il mio corpo” o che non si sia lamentata di come è stata trattata dagli uomini. I social hanno settato degli standard di bellezza e di vita irrealistici. Tendiamo a mostrare la parte migliore delle nostre vite, la ostentiamo. Posti la foto in cui sei figa, non quella in cui si vede la cellulite. Ci siamo persi e c’è poco da fare se non parlarci tra di noi. Io sono contenta di parlare delle mie insicurezze, anche fisiche. Dovremmo accettarci di più come siamo, ma è un processo lungo e difficile. E forse gli uomini dovrebbero aiutarci smettendo di mettere il lato estetico prima di tutto».

Ha poi concluso: «Leggo giornali che scrivono cose come “Rose Villain è lì solo perché è figa”. Ma io sono una brava artista. Mettermi in costume è il mio modo di dire che sono libera di mostrami sexy quando mi pare e piace, e che tutti dovrebbero farlo, ma questo non deve sminuire le mie doti artistiche.».

Federica Checchia

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