Perchè sempre più donne scelgono di congelare gli ovuli? In Italia, come nel resto d’Europa, molte donne si trovano di fronte a un bivio: dedicarsi alla carriera o fare figli? La società raramente offre un equilibrio reale. Dopo anni di studio e sacrifici, permangono barriere economiche, sanitarie e culturali che costringono troppe donne a scegliere tra carriera e maternità.
Perché sempre più donne scelgono di congelare gli ovuli
Negli ultimi anni è cresciuto il fenomeno del social freezing, ovvero il congelamento degli ovuli per preservare la fertilità non a scopo medico, ma per motivi personali o professionali. In Europa, le procedure sono passate da circa 5.000 nel 2016 a oltre 11.000 nel 2019. In Italia il trend è in netta crescita: solo nel primo trimestre del 2023 si è raggiunto il totale di tutto l’anno precedente, con un aumento annuo stimato intorno al 20%. L’età media delle donne che scelgono di congelare è di circa 36 anni.
Eppure, le difficoltà di accesso al servizio restano numerose: economiche, mediche e sociali. Il congelamento degli ovuli può costare diverse migliaia di euro, a cui si aggiungono le spese annuali di conservazione. Inoltre, la maggior parte dei centri che offrono questo servizio in Italia è privata, il che rende la pratica poco accessibile a molte donne.
Congelamento degli ovuli: perchè?
Molte donne scelgono di posticipare la maternità per ragioni economiche, instabilità emotiva, assenza di una rete familiare o partner, o per motivi di salute. In altri casi, semplicemente non si sentono ancora pronte, ma sono consapevoli del limite imposto dalla biologia.
Non si tratta sempre di una scelta elitista: sebbene il freezing venga spesso percepito come un’opzione riservata a chi ha disponibilità economiche elevate, per molte rappresenta una strategia concreta per affrontare limiti reali imposti dalla società. È una forma di tutela contro una realtà che non favorisce né il lavoro femminile né la genitorialità.
Congelamento: egoismo, libertà di scelta o emancipazione?
La domanda ricorrente è se congelare gli ovuli sia una scelta egoistica o una forma di autodeterminazione. In realtà, è una scelta di responsabilità: permette alle donne di avere un margine di controllo sulla propria fertilità, ampliando le opzioni disponibili in un momento futuro.
Non garantisce risultati, certo. Bisogna tenere in conto i tassi di successo e i costi. Ma può rappresentare un importante strumento di equità di genere, soprattutto per chi oggi fatica a conciliare carriera e maternità.
Il congelamento degli ovuli non è un capriccio. È una risposta concreta a una società che spesso costringe le donne a rinunciare alla maternità per realizzarsi professionalmente. Non è un gesto egoistico, ma una presa di potere sul proprio corpo e sul proprio futuro.
Se vogliamo davvero realizzare la parità, dobbiamo smettere di considerare la maternità come un ostacolo da superare e iniziare a costruire un sistema che consenta alle donne di scegliere se, quando e come diventare madri. Senza giudizi, senza colpe.
La libertà riproduttiva non può essere vista come un privilegio, né un lusso da giustificare. È un diritto che deve essere riconosciuto a tutte, indipendentemente dal reddito, dallo status sociale o dall’età. Ogni donna ha il diritto di costruire la sua storia secondo i propri tempi.
Giorgia Torresin
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