Stefania Corona, la moglie di Alvaro Vitali, che si era separata dall’attore, ma con il quale divideva ancora la stessa abitazione, si è presentata al funerale del 75enne scomparso lo scorso 24 giugno a Roma col nuovo compagno. In prima fila era accanto ad Antonio. L’uomo, di professione autista, era stato assunto proprio da Vitali per occuparsi delle commissioni quotidiane, della spesa e della gestione della casa. Il matrimonio tra Alvaro e la 64enne era già in crisi. Lei, trovando in lui un appoggio, si è innamorata. Anche Antonio viveva in casa con loro. L’unico figlio biologico di Vitali, Ennio, invece, è stato impossibilitato ad andare per problemi di salute. Vive a Vercelli.

Claudio Di Napoli, regista e amico dell’artista morto, ha commentato a Fanpage il funerale e su Stefania Corona punta il dito: Era in prima fila. E accanto a lei c’era il suo nuovo compagno. Vederli lì insieme, proprio nei primi banchi, mi ha fatto male. Mi è tornato in mente un episodio che non riesco a dimenticare: la domenica prima dell’ultimo ricovero, Alvaro si era messo d’accordo con un amico per comprarle una borsa di un noto stilista. Diceva che voleva invitarla a cena, sorprenderla, provare a riconquistarla partendo proprio da quel regalo. E’ stato ricoverato prima che riuscisse a farsela consegnare e a regalarla. Non si era mai davvero rassegnato alla fine del loro rapporto”.

Gli viene chiesto cosa pensi del fatto che Antonio abbia deciso di sedersi in prima fila con la donna: Non me lo spiego. Era lì, accanto a noi, nel primo banco: con Stefania, le sue figlie, Carlo Verdone e gli amici più stretti. Quando l’ho visto sedersi, mi sono alzato. Ho preso una sedia e mi sono spostato. E’ una questione di rispetto”.

Alvaro Vitali era stato tradito dalla moglie Stefania Corona con il loro autista, ma Vitali si era detto disposto a perdonare la donna. Le aveva addirittura scritto una lettera d’amore ma la donna non ne ha mai voluto sapere.

“Alvaro non è morto a causa della broncopolmonite – ha confessato l’amico regista Claudio Di Napoli – Stava male, sì, ma non al punto da far pensare a un’evoluzione così rapida. Voleva tornare a casa, non ne poteva più dell’ospedale. Appena ho saputo che aveva lasciato l’ospedale, l’ho chiamato e mi sono arrabbiato. Ma lui non ce la faceva più. Era ricoverato da due settimane, voleva solo tornare a casa”

“Purtroppo, non è nemmeno riuscito ad arrivarci: dopo aver salito i primi tre gradini, si è sentito male e si è accasciato. L’ambulanza è arrivata subito, ma non c’è stato nulla da fare. È morto tra le braccia di Manolo”.