Jeannette Jara, cinquantuno anni, ha vinto le primarie interne alla sinistra per le elezioni presidenziali del Cile, che si svolgeranno il prossimo 16 novembre. Per la prima volta nella storia del Paese, a concorrere sarà una candidata del Partito Comunista. Ministro del Lavoro dell’attuale governo del presidente Gabriel Boric, ad aprile ha lasciato il suo incarico per candidarsi; si è imposta nelle votazioni con il 60% delle preferenze, battendo l’ex ministra dell’Interno Carolina Tohá, socialdemocratica inizialmente ritenuta la favorita, e Gonzalo Winter, il candidato del partito di Boric.

Le primarie hanno avuto luogo in un clima di sfiducia e delusione per l’operato del primo ministro, eletto nel 2021 con molte aspettative da parte della popolazione, che sono però state disattese. La crisi di popolarità appare evidente anche osservando i dati di affluenza alle urne: solo 1,4 milioni di cittadini hanno partecipato al voto.

Chi è Jeannette Jara

La candidata alle presidenziali del Cile Jeannette Jara

Jara era sfavorita rispetto ai colleghi, ma la sua campagna elettorale mirata ed efficace ha saputo conquistare gli elettori. Nata in un quartiere operaio di Santiago, si è iscritta al Partito Comunista ad appena quattordici anni. Come ministro, ha portato alla riduzione della settimana lavorativa a quaranta ore, e ha ottenuto l’aumento del salario minimo.

Rispetto al Partito, che ha un’interpretazione del comunismo piuttosto tradizionale, definendosi marxista-leninista e intrattenendo rapporti anche con la Corea del Nord, la candidata alle presidenziali ha posizioni più moderate. È, tuttavia, apertamente critica nei confronti del leader venezuelano Maduro, da lei definito, senza mezzi termini, un dittatore.

Durante il suo primo discorso dopo la vittoria, Jara ha lanciato un appello alla sinistra cilena, chiedendo di restare compatta e di affrontare la destra senza lotte intestine. «Dobbiamo tenerci per mano», ha dichiarato, «per affrontare con unità politica e sociale l’estrema destra cilena. Dobbiamo fermarla, questo è il nostro compito».

Federica Checchia

Seguici su Google News