Nello spazio di LetteralMente Donna di oggi, una donna che ha dato un enorme contributo alla letteratura come prima poetessa medievale. Il suo nome è Marie de France e questa la sua storia.
Marie de France, la leggenda di una poetessa

“Marie ai num, si sui de France”, “Il mio nome è Maria e sono di Francia”. Questo, come riportato da Solo libri è la firma contenuta al verso 4 delle “Fables” di una poetessa medievale che amava dire: “Mi firmerò perché io sia ricordata”. Da qui è derivato il nome, Marie de France, di una poetessa che ha saputo distinguersi alla corte anglonormanna di Enrico II in un periodo storico buio per le donne come il medioevo. Lo ha fatto regalandoci bellissimi versi in volgare francese che ancora oggi hanno mantenuto intatta la loro bellezza.
Tuttavia di questa donna straordinaria non si sa storicamente quasi nulla se non quello che i suoi poetici ci scritti chi hanno lasciato. C’è persino, chi come lo studioso Richard Baum, sulla scia del mito del grande poeta cieco Omero che Marie non sia mai esistita e che i suoi famosi “Lais” siano il frutto di diversi autori riconosciuto sotto il presunto pseudonimo Marie de France.
In verità tante sono le ipotesi sulla vera identità di questa straordinaria poetessa medievale ricercate tra documenti ed antiche abbazie. La più accreditata è quella formulata da Carla Rossi secondo cui Marie de France non sarebbe nient’altro che Maria Becket, sorella del famoso arcivescovo di Canterbury Thomas Becket e badessa di Barking dove si trova ancora adesso la sua tomba. Maria Becket sarebbe entrara in convento non da fanciulla ma come vedova. Un fatto che combacia con le parole di Marie che scrive “Non sono vergine / sarò ridotta in servitú per sempre”. Tuttavia però non ci sono notizie certe su una presunta carriera letteraria di Maria Becket.
I Lais, la memoria e le donne
“Poichè ho cominciato a scrivere Lais, non lascerò incompiuta la mia fatica. Racconterò in versi tutte le storie che conosco”. Così’, come riportato da Venipedia, scriveva Marie de France a proposito della sua celebre opera. I “Lais”, il cui nome deriva dalla parola celtica “Laid” che vuol dire melodia e canzone, sono una raccolta di 12 racconti brevi strutturati in octosillabi, Questi componimenti poetici sono preceduti da un prologo che li vuole dedicati ad Enrico II il Plantageneto. Scritti nel dodicesimo secolo questi versi contengono storie che si rifanno all’amor cortese e al ciclo cavalleresco bretone e arturiano.
Una prima costante che pervade quest’opera il valore attribuito dall’autrice al tema dell’oblio e della memoria. La de France sceglie la scrittura , come abbia visto dalle sue parole, per preservare e rendere immortali storie che altrimenti si sarebbero perse nella tradizione orale. Una scelta importante in questo senso è l‘utilizzo del volgare francese che fa si che quest’opera potesse arrivare ad un numero maggiore di persone, come le donne, rispetto a chi all’epoca conosceva il latino.
Un’altra costante dei Lais è il mettere la donna al centro della narrazione. Il personaggio principale di questi componimenti che si muovono tra amore, avventura e immaginazione è la donna malmariée ossia la donna malsposata vittima della gelosia possessiva del marito padrone. Una riflessione questa sulla condizione femminile inedita nel medioevo ed ancora oggi attuale.
Le Fables
Un’altra opera significativa di Marie de France sono senza dubbio “Le Fables”, favole scritte, come da lei stessa annunciato nel prologo, per “colui che è il fiore della cavalleria” che gli aveva chiesto di mettere in versi quelle storie di tradizione esopica e non solo. Ben 74 di quei racconti, come nelle favole di Esopo, hanno infatti per protagonisti animali di ogni specie. Storie che ci tiene a precisare Marie, sempre nel prologo, le quali “propongono nel finale, che custodisce il significato ultimo dei racconti, una lezione di saggezza”. Lezioni che fanno di queste favole racconti realistici perfettamente inseriti nel contesto storico in cui sono stati scritti.
Stefano Delle Cave
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