Le inondazioni che hanno devastato il Texas, nel sud degli Stati Uniti, hanno provocato più di cento morti, secondo un nuovo bilancio delle autorità. Nella notte tra giovedì e venerdì, nel giro di sei ore, nella parte centro-meridionale della contea di Kerr sono caduti tra i 12 e i 25 centimetri di pioggia. Il National Weather Service, l’agenzia meteorologica statunitense, ha detto che in certe zone tra giovedì e lunedì sono caduti più di 50 centimetri di acqua: l’equivalente di mesi di pioggia.

Il terreno nella zona è inoltre molto argilloso e non assorbe l’acqua, che quindi si riversa nei torrenti e nei fiumi, facendoli ingrossare molto rapidamente. È quello che è successo col fiume Guadalupe ma anche col fiume Llano, che scorre più a nord della contea, dove l’acqua è salita di diversi metri nel giro di dieci minuti, come mostra questo timelapse.

La sola contea di Kerr, la più colpita, ha registrato 84 vittime, tra cui 28 bambini. “Il Texas è in lutto. Il dolore, lo shock per quanto accaduto negli ultimi giorni ha spezzato il cuore del nostro stato”, ha dichiarato il senatore texano Ted Cruz in una conferenza stampa.

Tra le vittime ci sono 27 bambini e animatori del campo estivo scout per ragazze Camp Mystic, sulle rive del fiume Guadalupe, che ha ospitato circa 750 persone. Lo hanno annunciato le autorità. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump prevede di visitare la zona venerdì, ha confermato la Casa Bianca, condannando le critiche secondo cui i tagli al bilancio del servizio meteorologico nazionale hanno minato l’affidabilità delle previsioni e del dispositivo di emergenza.

“Incolpare il presidente Trump per queste alluvioni è una menzogna odiosa, che non ha senso in questo periodo di lutto nazionale”, ha dichiarato lunedì ai giornalisti la portavoce Karoline Leavitt.