Un altro partito ultraortodosso si ritira dalla coalizione di governo israeliana. Nello specifico si tratta dello Shas, gruppo politico fondato nel 1984 e da sempre al fianco degli esecutivi di Netanyahu. Il primo ministro si ritrova in questo modo con il cerino in mano dopo l’analoga diserzione dei giorni scorsi dello United Torah Judaism, della stessa matrice religiosa del precedente. I due abbandoni politici ruotano attorno ad un fulcro: il disaccordo delle formazioni politiche in questione riguardo ad una proposta di legge che vorrebbe rimuovere le esenzioni dal servizio militare per i giovani ebrei ultraortodossi. Nonostante il ritiro del sostegno politico sia cosa acclarata, questo non riguarderebbe la coalizione parlamentare (che rimarrebbe fragile ma intatta), ma esclusivamente quella di governo. Per adesso la maggioranza alla Knesset continua a non essere in discussione.
Chi sono gli ultraortodossi e da quando esiste la legge che li esenta dal servizio militare
Gli ultraortodossi (o haredim) rappresentano circa il 14 per cento della popolazione della Stato mediorientale e sono praticanti integralisti della dottrina ebraica. La legge che li esenta dall’obbligo del servizio militare fu coeva all’istituzione dello Stato d’Israele e fu voluta da David Ben Gurion, padre fondatore e primo ministro del nascente Paese. Si decise di dispensare gli haredim dagli obblighi di natura militare per permettere loro di dedicarsi allo studio di testi sacri come la Torah e il Talmud nelle Yeshivah (le scuole ebraiche). Questa legge ha sempre destato malumori all’interno dell’opinione pubblica israeliana. Ricordiamo infatti che nello Stato ebraico per chi ha compiuto 18 anni esiste la coscrizione militare. Per gli uomini dura minimo 2 anni e 8 mesi, mentre per le donne minimo 2 anni. L’obbligo tocca anche coloro che vivono all’estero o detengono il doppio passaporto. Sono esonerate dalla chiamata alle armi anche le donne con figli o in stato di gravidanza.
Claudio Cucinotta





