Quella che era iniziata come una protesta, si sta trasformando in un vero e proprio braccio di ferro. Dall’inizio di luglio, è apparso un tornello sul monte Seceda, parte delle Dolomiti; a installarlo è stato un gruppo di proprietari dei terreni di zona. Il suo scopo è far pagare un pedaggio di cinque euro a chiunque voglia accedere al sentiero panoramico delle Odle, che conduce alla cima, nella Val Gardena.
Si tratta di un luogo altamente frequentato da escursionisti e vacanzieri; proprio per questo, da tempo è oggetto di un acceso dibattito in merito all’insostenibilità dell’eccessivo turismo. Il tornello era stato rimosso, in quanto non autorizzato dal Parco naturale Puez-Odle. Ora, però, è stato riattivato dai residenti, stanchi del continui passaggio di visitatori che, secondo loro, sporcano e non rispettano l’ambiente.
Tornello su un sentiero delle Dolomiti: botta e risposta tra residenti e autorità
Tullio Mussner, presidente dell’associazione Lia da Mont, ha così commentato la vicenda: «Se da un giorno all’altro ogni proprietario di terreni mettesse una tassa per il pedaggio, come andrebbe a finire?». Nei pressi del tornello, dove è esposto un cartello che indica il pedaggio, c’è sempre qualcuno a controllare che il pagamento (in carta o contanti) venga effettuato. La tariffa, naturalmente, non include i bambini e i residenti.
I fautori dell’iniziativa, nata come una provocazione, hanno riferito di non aver avuto riscontro da «nessun rappresentante politico, nessuna associazione, nessun ente. Dal 4 luglio a oggi. Silenzio totale». Il presidente della provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, ha però replicato: «Per quanto mi risulta, il comune è già intervenuto. Se così non fosse, c’è anche il potere sostitutivo da parte della tutela paesaggistica della provincia. Non è possibile che ognuno pianti un palo dove ritiene».
Federica Checchia





