Federico Monzino sui social ha negato pubblicamente qualsiasi scambio o vantaggio legato al caso. In vari momenti, l’imprenditore ha dichiarato di non aver ricevuto né denaro né favori, smentendo la versione dei fatti che circolava su giornali e social. In un comunicato pubblicato sui social, Monzino ha scritto: “Basta, ora querelo”. “Desidero fare chiarezza e smentire con fermezza le gravi accuse che mi sono state attribuite in merito agli articoli recentemente pubblicati da alcuni organi di stampa – si legge sui social – Smentisco categoricamente ogni asserzione che mi vedrebbe coinvolto in vicende illegali, inclusi il presunto ricevimento di 1000 euro e il contatto con un ‘pusher’ fornito da Fabrizio Corona”.
La ricostruzione, aggiunge il Pr, si basa su informazioni “completamente false e infondate. Non ho mai ricevuto alcuna somma di denaro, né alcun numero di contatto relativo ad attività illecite. Le notizie riportate sono basate sul falso, e rappresentano un attacco alla mia reputazione professionale e personale”. E ancora: per Monzino è assurdo che “vengano messe in circolazione informazioni false che possano danneggiare la mia immagine e la mia integrità”. Da qui la volontà di “avviare tutte le azioni legali necessarie per tutelare i miei diritti. Ciò include, ma non si limita, a cause legali per diffamazione e per il danneggiamento della mia reputazione, con richiesta di risarcimento per i danni morali e materiali subiti”.
A Repubblica Monzino ha negato tutto, ma agli investigatori – secondo il quotidiano – avrebbe invece dichiarato di aver avuto soldi e il contatto di una persona da cui “acquistare cocaina”. Adesso il numero del pusher è al centro dell’indagine: “la polizia postale vuole capire se si sia trattato solo di un recapito passato a Monzino o se si nasconda un credito a base di stupefacenti aperto da Corona”. Una pista da vagliare e verificare per capire dove stia la verità.
Gli accertamenti sono in corso anche perché continua a non essere chiaro il ruolo di Monzino. Alcuni giorni fa, fu proprio lui a dichiarare di aver ceduto a Corona le conversazioni tra Bova e Ceretti avendo il consenso di lei per darli all’ex paparazzo. Secondo il suo racconto, Ceretti avrebbe poi fatto marcia indietro, ma Corona ha comunque pubblicato tutto il 21 luglio.





