La Mostra internazionale del Cinema di Venezia è arrivata alla sua 82a edizione e si prospetta una kermesse ricca di star — ben sette i film statunitensi in concorso— e di grandi registi, tra cui consolidati maestri del cinema italiano — Paolo Sorrentino, Pietro Marcello e Franco Maresco su tutti — e giovani promesse della settima arte: da Mona Fastvold a Benny Safdie.
Il programma del Festival del Cinema di Venezia
Questʼanno, come mai prima dʼora, il Festival non è solo concorso. Nella sezione non competitiva spiccano After the Hunt, il nuovo film di Luca Guadagnino — con star del calibro di Julia Roberts, Andrew Garfield e la giovane Ayo Adebiri — la produttivamente travagliata opera di Julian Schnabel su Dante e il ritorno al lungometraggio di Gus Van Sant con il suo Dead Manʼs Wire, assente dalle scene da Donʼt worry (2018).
Ma la sezione che maggiormente ha stupito il pubblico e la critica quando è stata annunciata dal direttore del Festival Alberto Barbera, è stata quella dei documentari. Due in concorso, entrambi italiani: Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi e Un film fatto per bene di Franco Maresco, e unʼintera sezione fuori dal concorso principale che prevede la presenza di grandi registi, tra cui: Werner Herzog — anche Leone dʼoro alla carriera — Sofia Coppola, Tsai Ming Liang, Laura Poitras,
Lucrecia Martel e il già leggendario documentario di Alexandr Sokurov sulla sua carriera: Directorʼs Diary di ben 305 minuti (nella leggenda entrerà non soltanto il film del regista russo ma anche chiunque riuscirà a incastrarlo nel folto programma del Festival).
Inoltre, come già da qualche edizione ormai, al Lido saranno presentate anche delle serie televisive attesissime. Questʼanno saranno ben quattro: i primi due episodi di Portobello, la serie televisiva HBO di Marco Bellocchio sul caso Tortora, i quattro episodi della serie di Stefano Sollima per Netflix sul mostro di Firenze, e la completa prima stagione di due serie internazionali: Etty di Hegai Levi e Un prophète dellʼitaliano Enrico Maria Artale che vedrà ampliare il mondo creato da Jacques Audiard nellʼomonimo capolavoro del 2009.
Le tematiche contemporanee
La domanda è sempre la stessa: quanto verrà rappresentata la contemporaneità dalla kermesse cinematografica più antica del Mondo? La delicata situazione geopolitica attuale sarà sicuramente dentro Le mage du Kremlin, lo scivolosissimo adattamento del romanzo di Giuliano da Empoli di Olivier Assayas che racconterà — tra realtà e finzione — lo spin doctor che ha plasmato parte nuova Russia con a capo Vladimir Putin. Il film che ha fatto commuovere Barbera quando ha presentato il programma del Festival: The voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania si focalizzerà sul tremendo avvenimento avvenuto nel 2024, quando una bambina palestinese di cinque anni è stata uccisa dallʼesercito israeliano durante il genocidio tuttʼora in atto dopo che è rimasta intrappolata per ore in un’auto.
Lʼattesa sta per terminare, lʼ82a edizione del Festival prenderà vita il 27 agosto al Lido di Venezia e si prospetta una manifestazione ricca di importanti celebrità e di grandi film, con la solita speranza di ricevere unʼacuta visione del Mondo da partemdei registi che faranno parte del più importante festival cinematografico che ci sia.
Saverio Lunare





