Melania Trump per la seconda volta non vuole che il suo nome sia associato a quello di Jeffrey Epstein e ha deciso di fare causa ad Hunter Biden che in un’intervista ha sostenuto che sia stato proprio il finanziere pedofilo a presentarle The Donald nel 2005. “Un’affermazione falsa, denigratoria, diffamatoria e provocatoria”, si legge nella lettera inviata al figlio dell’ex presidente dagli avvocati di Melania Trump che chiedono un risarcimento di ben un miliardo di dollari per danni “finanziari e alla reputazione”. 

La presunta rivelazione di Hunter è arrivata nel momento più delicato dello scandalo legato a Epstein, con i democratici che premono sul dipartimento di giustizia per conoscere i contenuti dei colloqui tra la ex complice Ghislaine Maxwell e il dipartimento di giustizia e la base Maga in agitazione per la cattiva gestione del caso da parte dell’amministrazione Trump. Non solo quindi il sospetto che i rapporti tra il presidente americano ed Epstein fossero più stretti di quanto il Tycoon abbia sempre sostenuto ma anche il dubbio che Melania facesse, in qualche modo, parte della cerchia di persone che giravano attorno al mostro. 

In un’intervista con il regista Andrew Callaghan a inizio mese Hunter ha dichiarato che “i legami tra Epstein e Trump erano così vasti e profondi che lui gli ha presentato Melania”. 

Il figlio dell’ex presidente si era espresso sulla vicenda durante un’intervista con il giornalista britannico Andrew Callaghan all’inizio di agosto.

In una lettera all’avvocato di Biden, Alejandro Brito, che rappresenta la first lady, ha definito le accuse false, diffamatorie ed “estremamente salaci”.

Brito ha rilevato che l’ampia diffusione avuta dai commenti di Hunter Biden ha causato a Trump “un danno finanziario e reputazionale schiacciante”, e ha chiesto a Biden di ritrattare e scusarsi se non vorrà affrontare un’azione legale.