L’esercito di Israele ha iniziato le operazioni militari per invadere Gaza City via terra: “Abbiamo avviato le operazioni preliminari e le prime fasi dell’attacco: le nostre forze controllano già la periferia”, ha confermato il portavoce delle forze armate israeliane (Idf). Si parla di decine di migliaia di soldati per invadere una delle ultime zone della Striscia non ancora occupate militarmente. Una mossa chiaramente contraria alla proposta di cessate il fuoco che Hamas aveva accettato negli scorsi giorni.
Il governo israeliano ha annunciato ieri anche l’approvazione di un piano per l’insediamento di nuove colonie illegali nel territorio a Est di Gerusalemme. Il nuovo blocco di colonie, chiamato E1, di fatto spaccherebbe in due la Cisgiordania, o West Bank, e renderebbe quasi impossibile immaginare il territorio di uno Stato palestinese.
Ieri è arrivato anche il via libera definitivo al piano, discusso da decenni ma mai concretizzato, di costruire nuove colonie nella cosiddetta zona E1, o East 1. Si tratta di un territorio di dodici chilometri quadrati a est di Gerusalemme, dove oggi vivono diverse comunità beduine. Il piano prevede la costruzione di circa 3.400 abitazioni. Se occupata dalle colonie israeliane – illegali secondo il diritto internazionale – questa porzione di territorio spaccherebbe in due la Cisgiordania. Questo renderebbe quasi impossibile immaginare uno Stato palestinese che abbia la propria capitale in Gerusalemme est, rendendo più probabile la continuazione degli attacchi militari. “Lo Stato palestinese viene cancellato, non con gli slogan ma con le azioni”, ha affermato il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich.




