I Paesi dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai sostengono il “rispetto del diritto dei popoli a scegliere in modo indipendente e democratico i propri percorsi di sviluppo politico e socio-economico”, osservando che “i principi di rispetto reciproco per la sovranità, l’indipendenza, l’integrità territoriale, l’uguaglianza, il mutuo vantaggio, la non ingerenza negli affari interni e la non minaccia o uso della forza sono la base di uno sviluppo sostenibile delle relazioni internazionali”. È quanto si legge nella Dichiarazione di Tianjin, alla fine del del vertice Sco, come alternativa al modello occidentale a guida Usa. I Paesi della Sco, si legge ancora, aderiscono a politiche “che escludono approcci basati su blocchi e logiche di confronto nella soluzione dei problemi dello sviluppo internazionale”, lamentando l’aumento del confronto geopolitico, di sfide e minacce alla sicurezza e alla stabilità.

I leader degli oltre 20 Paesi, a partire da Cina, Russia e India, hanno condannato ancora una volta “con fermezza” gli attacchi di Israele e Usa di giugno contro l’Iran, Paese della Sco. Analoga condanna è stata ripetuta anche per gli attacchi contro i civili e le azioni che hanno portato alla distruzione di Gaza. Il vertice ha prodotto 24 documenti in settori come sicurezza, economia, scambi culturali e collaborazione tra istituzioni, oltre a un documento strategico per il 2026-2035 della Sco, a una dichiarazione di sostegno al sistema del commercio internazionale e a una dichiarazione sugli 80 anni della fine della seconda guerra mondiale.

Nella dichiarazione finale, i Paesi Sco hanno lanciato un modello alternativo all’Occidente. Parlando al vertice, Putin ha detto che la crisi con l’Ucraina “è nata in gran parte a causa del colpo di Stato a Kiev del 2014, provocato dall’Occidente”, e poi per i “continui” tentativi dell’Occidente di coinvolgere Kiev nella Nato. Domenica Putin e il presidente cinese Xi Jinping hanno discusso, tra le altre cose, del vertice in Alaska con Donald Trump. “Ci opponiamo all’egemonismo e alla politica della forza”, ha poi dichiarato il leader cinese. Presente anche il premier indiano Narendra Modi, che ha commentato: “Sempre un piacere incontrare Putin”. Poi ha aggiunto: “È necessario trovare un modo per porre fine al conflitto” con Kiev.

Cos’è la Sco e gli altri temi

La Sco, fondata nel 2001, include Cina, India, Russia, Pakistan, Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan e Bielorussia, con altri 16 Paesi affiliati come osservatori o partner di dialogo. Xi ha tenuto una nutrita serie di bilaterali, tra i quali quelli con il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, uno dei più stretti e fedeli alleati di Putin, e il premier indiano Narendra Modi, alla sua prima visita in Cina dal 2018. Modi e Xi hanno concordato sul fatto che i due Paesi dovrebbero essere “partner di cooperazione, non rivali”, a dispetto delle tensioni partite nel 2020 con gli scontri mortali tra truppe al confine himalayano. Si tratta di un’ulteriore tappa del processo di disgelo tra le due nazioni più popolose del mondo, in forte competizione per estendere l’influenza in tutta l’Asia meridionale. Cina e Russia hanno promosso la Sco come alternativa alla Nato, l’alleanza Atlantica che lega Usa ed Europa, mostrando evidenti limiti strategici e operativi. Molti dei leader presenti si sposteranno poi a Pechino per la parata militare del 3 settembre su Piazza Tienanmen. Nell’occasione, ci sarà anche il leader nordcoreano Kim Jong-un a celebrare gli 80 anni della vittoria nella Seconda guerra mondiale.