Carlo Acutis, canonizzato oggi 7 settembre, è il primo santo millennial della storia della Chiesa. Nato a Londra il 3 maggio 1991 da genitori italiani e cresciuto a Milano, Carlo ha lasciato un segno indelebile in chi lo ha conosciuto grazie alla sua fede attiva, alla generosità verso il prossimo e alla straordinaria capacità di unire spiritualità e tecnologia. Nonostante la giovane età, la vita di Carlo è stata intensa e ricca di impegno. Fin dai tempi della scuola, mostrò curiosità vivace e mente brillante: i professori ricordano come spesso fossero costretti a modificare le lezioni per rispondere alle sue domande.

Realizzò video e progetti scolastici sul volontariato, donava vestiti, coperte e sorrisi a chi incontrava, e si faceva prossimo senza mai voltarsi indietro. Come ricorda la sua professoressa Capello: “Chi incontrava, aiutava. Una vita spesa per gli altri”. 

Il suo impegno nella fede era altrettanto concreto: partecipava quotidianamente alla Messa, pregava regolarmente e si prendeva cura dei più bisognosi, incarnando un modello di santità che affascinava e talvolta inquietava i compagni di scuola.

La sua passione per l’informatica si unì alla vocazione: insieme a uno studente di ingegneria informatica curò il sito della parrocchia milanese di Santa Maria Segreta e progettò portali per il volontariato dell’Istituto Leone XIII, coordinando spot e contenuti per concorsi nazionali. Anche l’estate del 2006, nell’anno della sua morte, fu dedicata a ideare e sviluppare siti per progetti ecclesiastici, tra cui quello della Pontificia Accademia ‘Cultorum Martyrum’. 

Carlo ha utilizzato il web anche per diffondere la mostra ‘Segni’, dedicata ai miracoli eucaristici e divenuta celebre in tutto il mondo.

I miracoli di santo Carlo Acutis

Come ricordava in una nota la Diocesi di Assisi “a fine maggio Papa Francesco ha riconosciuto il nuovo miracolo di Carlo Acutis, autorizzando il Dicastero per le cause dei Santi a pubblicare il relativo decreto. Si tratta del miracolo compiuto per Valeria, una giovane del Costa Rica e studentessa universitaria a Firenze, che nel luglio del 2022 era caduta dalla bicicletta e finita in coma irreversibile. Al Careggi le diagnosticarono un trauma cranico molto grave, le speranze di vita erano azzerate. La mamma Liliana, sei giorni dopo, venne in Assisi, per raccomandare la figlia al Beato Carlo e passò tutta la giornata inginocchiata davanti alla sua tomba. In serata le arrivò una telefonata dall’ospedale informandola del miglioramento improvviso e inspiegabile della figlia: Valeria aveva ripreso a respirare spontaneamente, il giorno dopo riprese a muoversi e parzialmente a parlare. A settembre, insieme alla mamma, Valeria è venuta ad Assisi per pregare sulla tomba di Carlo e ringraziare per il miracolo ricevuto”.

Nel 2020, Acutis “era già stato dichiarato Beato dalla Congregazione delle cause dei Santi che aveva esaminato un altro suo miracolo, avvenuto nell’ottobre 2013 nella chiesa di San Sebastiano a Campo Grande, in Brasile: dopo avere toccato una reliquia del giovane, un pezzo di maglia appoggiato sul suo corpo, un bambino di sei anni di nome Matheus, che soffriva di una grave anomalia al pancreas, era completamente guarito”.