Tra pochi giorni, I Twenty One Pilots pubblicheranno il loro nuovo album, Breach. In attesa della sua uscita, però, il duo statunitense è alle prese con una battaglia legale contro Temu, al quale ha fatto causa. Tyler Joseph e Josh Dun accusano la piattaforma cinese di vendere merchandise legato alla loro immagine, ma contraffatto: poster, T-shirt, tazze, borse e diversi altri gadget, nessuno dei quali ha ricevuto l’approvazione della band.
A rappresentarli, l’avvocato Jeff Gluck, che ha già intentato una causa contro il sito il mese scorso, sempre per violazione dei diritti d’autore, in quell’occasione per conto degli eredi di MF Doom. Nell’ultimo mese, diversi artisti, tra i quali Benson Boone, hanno denunciato la vendita di merchandise non ufficiale fuori dai loro concerti.
Per i Twenty One Pilots, Temu è «una delle aziende più immorali operanti sul mercato globale»
Per i Twenty One Pilots, il loro marchio sarebbe stato «danneggiato e messo in pericolo dalla commercializzazione e dalla vendita consapevole e sistematica di versioni contraffatte da parte di Temu». Nella denuncia da loro presentata, il colosso cinese viene definito «una delle aziende più immorali operanti sul mercato globale. Si ritiene che le sue pratiche commerciali rappresentino una grave minaccia per gli individui, i mercati e l’ambiente».
Alcuni dei prodotti disponibili online sono la riproduzione del merchandise ufficiale, altri sono delle libere interpretazioni. I prezzi, naturalmente, sono più che concorrenziali. Sul sito della band il costo di una maglietta si aggira intorno ai trentacinque dollari, su Temu è offerta a sette dollari.
Federica Checchia





