Giorgio Assumma è cresciuto a Roma, ma è nato a Civitavecchia. Le sue origini sono in una famiglia di medici, carabinieri e avvocati: professioni in parte volte alla dedizione alla comunità. Sono forse tali radici a fondare i suoi valori. Assumma studiò giurisprudenza – seguiti con la disciplina che gli aveva insegnato suo padre, valente penalista, che lo spronava a “sudare sui libri” – ha scelto una strada poco comune: il diritto d’autore e lo spettacolo. Fu una scelta vincente, che lo portò a una carriera florida tra le stelle dello spettacolo. “Da giovane sognavo di fare il regista cinematografico… mi affascinò una scena diretta da Steno”, ma la strada del diritto gli ha permesso di unire rigore e creatività in modo originale.
Assumma ha anche un lungo curriculum accademico come professore di Diritto dell’editoria a Roma Tre, di Diritto d’autore alla Lumsa e di Diritto dell’informazione e d’autore allo Iulm di Milano. Giorgio Assumma è stato il legale di molti celebri artisti, e ricoprì ruoli istituzionali in ambiti cruciali come la SIAE, di cui è stato anche presidente (carica assunta nel 2005).
Nel 1960 Giorgio Assumma sposò Maretta Scoca, anche lei avvocatessa. Nel 2018 però, morì a seguito di una lunga malattia. Dalla loro storia sono nate le figlie Francesca e Cristina.
Giorgio Assumma e il rapporto con Pippo Baudo
Giorgio Assumma ha ricoperto un ruolo unico: non solo esperto legale, ma anche confidente e “fratello” per molti protagonisti dello spettacolo, tra cui Pippo Baudo.
Il legale, dopo la morte di Pippo Baudo, ha parlato coi giornalisti radunati davanti al Policlinico Campus Biomedico di Roma, dove Baudo è stato ricoverato fino alla fine: “Se ne è andato sereno, ha detto, si è addormentato dopo aver chiesto e ottenuto i sacramenti. L’ho conosciuto quando è venuto a Roma per fare il primo provino in Rai, mi fu presentato come un giovane avvocato, e mi chiese, nel caso fosse andato male, di prenderlo in studio da me: andò benissimo e da allora l’ho adorato come un fratello“. Assumma ha voluto ricordare anche l’incredibile cultura umanistica di Baudo e la lealtà che il presentatore aveva nel “coltivare il rapporto di amicizia”.





