Parliamo di disinformazione: un’analisi sulla narrativa online dopo l’incursione di droni in Polonia è stata distorta e rilanciata come se fosse un sondaggio d’opinione. In realtà, si tratta di una campagna di disinformazione coordinata di matrice filorussa.

La Ong polacca Res Futura, specializzata in sicurezza informatica, ha monitorato 179mila post e commenti sui social media nei giorni successivi all’incursione di venti droni nello spazio aereo polacco, avvenuta il 9 settembre.

L’analisi ha rilevato che:

  • 38% dei commenti incolpava l’Ucraina,
  • 34% la Russia,
  • 15% il governo polacco.

Secondo gli esperti, questa distribuzione non riflette l’opinione pubblica, ma è il risultato di una “operazione di informazione-psicologica” condotta da account filorussi con l’obiettivo di minare la fiducia nella Nato e nel governo di Varsavia.

La distorsione del dato

Il grafico contenuto nel rapporto è stato rilanciato in rete come se rappresentasse un sondaggio nazionale. Diversi post e articoli, in polacco e in altre lingue (arabo, inglese, francese, ungherese e spagnolo), hanno sostenuto che un polacco su tre ritiene Kiev responsabile dell’attacco. Il team di fact-checking EuroVerify di Euronews ha smascherato questa manipolazione: lo studio non misura l’opinione dei cittadini, ma fotografa l’attività di propaganda sui social.

Opportunità per la propaganda e quadro gropolitico

Il contesto di incertezza ha favorito la diffusione di narrazioni distorte. Rapporti contraddittori sulla valutazione dell’intelligence polacca hanno lasciato spazio a teorie cospirative, alimentando uno spazio informativo “polarizzato e ostile”, come lo definisce Res Futura. Gli esperti sottolineano che l’assenza di una comunicazione chiara e univoca da parte del governo polacco ha reso più facile il lavoro delle reti filorusse.

La violazione dello spazio aereo polacco da parte di droni, seguita pochi giorni dopo da incursioni di caccia russi nello spazio aereo estone, porta a vari sulla sicurezza dei confini Nato. Gli alleati occidentali non hanno ancora stabilito se l’operazione sia stata deliberatamente orchestrata da Mosca. Su questa base, possiamo dire che l’incidente ha offerto terreno fertile per le operazioni di influenza e disinformazione.

Maria Paola Pizzonia