Il presidente del Madagascar Andry Rajoelina ha deciso di sciogliere il governo. In un discorso alla nazione, trasmesso sulla rete televisiva pubblica, ha dichiarato: «Ammettiamo e ci scusiamo se i membri del governo non hanno svolto i compiti loro assegnati». La decisione arriva dopo giorni di proteste e repressioni da parte della polizia che, secondo le Nazioni Unite, avrebbero provocato almeno ventidue morti. In attesa della formazione di un nuovo esecutivo, il premier e gli altri ministri in carica manterranno le loro funzioni ad interim.
A dare il via alle manifestazioni che hanno animato il Paese sono stati giovani appartenenti alla Gen Z, proprio com’è accaduto nei mesi scorsi in Nepal e in Indonesia. Il collettivo Gen Z Madagascar, creato poche settimane fa, ha organizzato i cortei ed è diventato una base per reclutare persone interessate a cambiare le sorti dello Stato. Il simbolo scelto dal gruppo è la bandiera dei pirati di One Piece, ma la celebre paglietta è stata rimpiazzata da un cappello betsileo, un copricapo tradizionale usato dall’omonimo gruppo etnico stanziato nella parte meridionale dell’isola.
Le proteste di Gen Z Madagascar contro il governo per la mancanza di luce e acqua nel Paese
Al centro delle proteste c’erano la mancanza cronica di acqua potabile e le frequenti interruzioni di elettricità; in diverse aree del Paese, non è raro restare senza corrente anche per dodici ore consecutive. Proprio per questo, tra gli slogan principali del movimento, spiccano “Mila jiro, mila rano”, in malgascio “Bisogno di luce, bisogno di acqua”.
Rajoelina, cinquantuno anni, è al potere, seppur in modo discontinuo, dal 2009, quando spinse alle dimissioni il suo predecessore Marc Ravalomanana, nuovamente sconfitto alle elezioni del 2018, tra contestazioni e accuse di corruzione. Il collettivo lo accusa di aver sperperato i fondi pubblici in iniziative inutili, come una funivia nella capitale Antananarivo, finanziata dalla Francia. L’opera è ha dei costi proibitivi per la maggior parte della popolazione, ed è soggetta a continui blackout. Ignorando il malcontento popolare, di recente Rajoelina ha manifestato la propria intenzione di candidarsi per un terzo mandato nel 2028, nonostante la Costituzione del Madagascar lo proibisca.
Federica Checchia





