È possibile assistere in tempo reale a una rivoluzione? Anni addietro sarebbe stato impensabile, oggi è quello che sta accadendo in Nepal. Dai primi di settembre, infatti, la Gen Z (cioè quelli nati tra il 1997 e il 2012) ha scelto di ritrarre e divulgare “a modo loro” la presa di posizione nei confronti di un governo corrotto. Un governo che, ad oggi, è rimasto schiacciato dal desiderio di rivolta e rivendicazione giovanile. Un’impresa senza eguali che ha ottenuto l’attenzione da tutto il mondo, non solo per il coraggio di opporsi, ma per le modalità attraverso le quali lo hanno fatto.

La scelta di servirsi dei social come mezzo di informazione

È incontestabile il fatto che i social, specie negli ultimi anni, abbiano assunto un ruolo fondamentale per la pubblicazione e diffusione di notizie. Le piattaforme, dapprima usate per scopi prevalentemente banali e frivoli, nel ventunesimo secolo rappresentano un diritto indispensabile. Pertanto è doveroso comprendere che i social possono e devono avere molteplici utilizzi: dall’informazioni politica alla condivisione di interessi, dall’informazione globale allo sviluppo personale.
I giovani nepalesi non hanno accolto la privazione dell’informazione, né tantomeno hanno permesso che passasse inosservata. Si sono ribellati, quindi, ai soprusi e alla corruzione politica nel modo più social che si potesse concepire: filmandosi mentre brandiscono pistole giocattolo o sollevano in aria la bandiera di One Piece come simbolo di speranza. A seguire altre curiosità riguardo la rivoluzione della Gen Z in Nepal.

Ecco gli esempi di come la Gen Z ha stravolto la storia in Nepal

Eleggere la prima premier donna su Discord? I giovani nepalesi possono spuntare anche questa casella dall’elenco di cose improbabili che nessuno avrebbe immaginato. Discord, per chi non lo conoscesse, è una piattaforma gratuita sulla quale è possibile scambiare messaggi di testo o vocali ed effettuare videochiamate. Le sue funzioni variano a seconda dell’utilizzo desiderato, ad esempio risulta essere molto popolare tra videogiocatori online. La Gen Z, in effetti, è stata in grado di conferire alla piattaforma un utilizzo ulteriore: il dibattito politico attraverso l’impiego dei sondaggi in chat. Una scelta indubbiamente peculiare ma che centra perfettamente il punto.
“Volete sottrarci un diritto? Allora lo impugniamo e sfruttiamo a nostro piacimento, in aggiunta per discutere del futuro dello stato”. Ecco il messaggio sott’inteso che hanno trasmesso attraverso la loro scelta.

I giovani nepalesi hanno scelto di contraddistinguersi anche attraverso l’uso di una bandiera “immaginaria”. Cioè, l’hanno inventata loro?
Ebbene no, hanno scelto di dare un volto alla loro rivoluzione attraverso una bandiera disegnata e riprodotta in tv. Stiamo parlando della bandiera presente in One Piece, noto manga scritto e disegnato da Eiichirō Oda, riadattato poi come anime.
La scelta non è stata casuale in quanto Rufy, il protagonista della storia, libera i popoli da tirannie e dittature. La stessa bandiera ben caratterizzata, sventolata prima in Indonesia e poi in Nepal, è apparsa per la prima volta sulla nave pirata di Rufy. Per questo motivo il significato è ben più profondo dell’apparenza. È stato un modo silenzioso ma impattante per simboleggiare la speranza di un futuro politico non corrotto.

La rivoluzione a cui abbiamo assistito da casa

Il Nepal non è conosciuto solo per il governo instabile e la corruzione politica. Come suggerito da ascot viaggi è una meta turistica da non trascurare: i paesaggi montuosi, i templi antichi e la ricca cultura sono solo alcuni fattori che hanno spinto un noto youtuber a viaggiare nello stato himalayano con un obiettivo ben diverso da quello sviluppatosi in seguito. Infatti, raggiunta la meta, wehatethecold (nome del profilo YouTube del ragazzo britannico) ha diffuso sui suoi social dei veri e propri reportage. Un caso fortuito lo ha visto protagonista attivo della storia. Così commentano i suoi video: “Il ragazzo non ha scelto il giornalismo, il giornalismo ha scelto il ragazzo”.

I video diffusi sulle principali piattaforme di informazione non mentono: la protesta, seppur iniziata pacificamente, si è evoluta rapidamente e con violenza. Hanno avuto altrettanta risonanza le riprese che documentano i giorni a seguire. I giovani sono scesi nuovamente in piazza per ripulire le strade da vetri e detriti. Si sono impegnati a ricostruire ciò che è stato distrutto, avendo a cuore di soccorrere gli animali rimasti intrappolati negli edifici. Vi è inoltre un filmato che mostra come un gruppo di nepalesi si sia offerto di soccorrere la moglie paralizzata di un parlamentare, abbandonata a casa dal marito fuggito poi in elicottero. I nepalesi non hanno ignorato la moglie paralizzata di un parlamentare che, pur di fuggire in elicottero, l’ha lasciata sola a casa. La corruzione e le disparità sociali non hanno annientato la loro speranza di un futuro stabile. Questa è la rivoluzione della Generazione Z, una rivoluzione documentata sui social a cui possiamo dire di aver assistito.

Stefania Cirillo