Letteralmente il termine shutdown significa “spegnimento” e in ambito politico ed economico si riferisce a una particolare procedura del sistema politico degli Stati Uniti che coinvolge il settore esecutivo ogni qual volta il Congresso non riesce ad approvare la legge di bilancio. In questo caso le attività amministrative non vengono rifinanziate e quindi si fermano. Possono così essere continuate solo le attività legate alla sicurezza della vita umana o alla tutela della proprietà.
A partire dalla giornata di oggi, mercoledì 1° ottobre 2025, tutte le funzioni non essenziali del governo federale USA saranno congelate, visto che, per andare avanti, l’operatività delle agenzie necessita dei finanziamenti, che non sono stati approvati dal Congresso degli Stati Uniti, proprio a causa delle divergenze tra i Repubblicani e i Democratici. L’ufficio bilancio della Casa Bianca ha avvertito che uno shutdown potrebbe provocare licenziamenti di massa e trasferire parte dell’autorità di spesa al ramo esecutivo.
Dal fronte democratico, il senatore John Fetterman – unico ad aver votato a favore di un piano repubblicano in una precedente votazione fallita – ha espresso preoccupazione per i milioni di persone che potrebbero essere colpite: “State correndo il rischio di far sprofondare la nostra nazione nel caos. Milioni di vite saranno sconvolte.”
Il blocco di quelle agenzie implica che i dipendenti, costretti al congedo forzato, non potranno andare al lavoro e non saranno dunque pagati.
Quando scatta uno shutdown, vengono sospese soltanto le funzioni esecutive non essenziali. Come, ad esempio, musei federali e parchi nazionali, che tuttavia rimarranno perlopiù aperti in quest’occasione. I dipendenti federali vengono divisi in excepted (“essenziali”) e non-excepted (“non essenziali”). I primi continuano a lavorare, ma spesso senza stipendio immediato, mentre i secondi vengono licenziati temporaneamente (furlough, un “congedo non pagato”). Forze dell’ordine, operatori sanitari in ruoli critici e militari in servizio sono tipicamente considerati essenziali e dunque proseguono la loro attività.
I servizi essenziali, come quello postale e i pagamenti della previdenza sociale, continueranno a essere invece garantiti, ma potrebbero essere interessati da carenze di personale, mentre tra i settori a chiudere del tutto ci sarebbero i parchi nazionali e i musei.





